LEGGI, MAMMA, LEGGI!

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L’importanza dell’esperienza musicale per lo sviluppo cognitivo dei bambini già dai primi mesi di vita è nota: basta fare attenzione ai vocalizzi di un neonato per comprendere come la musica sia un mezzo per comunicare ed interagire che precede la parola. A molte di noi mamme è stato consigliato di ascoltare buona musica in gravidanza perché attraverso la placenta i suoni arrivano, sebbene attutiti. Quando ero incinta mi sono rilassata coi vari Bach, Mozart e simili, mentre il pancione cresceva e di sicuro, oltre che ai miei piccoli, ha fatto bene anche a me. L<<‘educazione musicale>>  dei miei figli è poi continuata grazie ai libri sonori ed altri esperimenti/laboratori musicali “casalinghi” che magari racconterò: come figlia di una ex insegnante di musica so che la musica, come i libri, accompagna e riscalda la nostra esistenza e crescere con i suoni, esplorare il mondo attraverso essi, è stimolante e divertente. Mia cugina, pianista a Londra, consiglia di avvicinare i bambini allo studio di uno strumento musicale già a partire dai 4 anni, ecco perché a Natale ha regalato a mia figlia Antea una carinissima e apprezzata  tastiera di HK con tanto di spartiti

Anche se a volte per divertirsi basta solo un cucchiaio…

Ma passiamo ai libri. Per farvi comprendere l’importanza della musica anche nello sviluppo del linguaggio dei piccolissimi vi racconterò brevemente un episodio. Mia figlia non sapeva ancora parlare ma le leggevo e facevo ascoltare alcuni libri con Cd di questa collana della  Gallucci che stiamo collezionando da quando Antea è nata (questi libri hanno anche il pregio di essere molto resistenti, la collana infatti si chiama gli <<Indistruttilibri>>). Spinta dai miei gusti un pò retrò e dal testo che sponsorizza l’amore per gli animali, le avevo preso <<Sei forte papà>> (è stato il regalo a mio marito per la sua prima festa del papà) cantata dall’inossidabile Gianni Morandi e illustrata dai disegni di Nicoletta Costa

Ebbene: a mia figlia cercavamo di insegnare a dire “babbo” (ovviamente la prima parola era stata “mamma” :-))) ) perché così mio marito ha sempre chiamato il padre, e poi “babbo” ci sembrava un vocabolo più tenero e coccoloso di “papà”. Ma, con nostra sorpresa visto che non frequentava l’asilo nido né altri bimbi che già parlassero, lei iniziò a chiamare mio marito “papà”. Ci chiedevamo perplessi da chi l’avesse imparato, quando un giorno l’abbiamo sentita intonare il motivetto della canzoncina di Morandi e abbiamo capito tutto. Potenza della musica!

E sempre parlando di canzoni ecco il mio consiglio di oggi: Sabrina Simoni, <<Favole inCanto>>, edito da Ricordi, con CD, £ 24,20

L’autrice ha una lunga esperienza nel campo della didattica musicale in quanto direttrice del piccolo coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano di Bologna: è stato infatti l’amore di mia figlia per lo Zecchino d’oro ( trasmissione nella quale, vivaddio, i bimbi cantano ancora canzoni per bimbi) a spingermi all’acquisto. Il libro si rivolge a “piccoli cantori” tra i 3 e i 7 anni d’età. Nell’utile introduzione l’Autrice spiega caratteristiche e finalità dell’opera: lo scopo è, come lei stessa dichiara, di incuriosire e avvicinare il bambino al suono della voce,  il primo suono che ci appartiene fin dalla nascita. L’approccio è ludico e si basa sulla narrazione di quattro favole corredate di semplici esercizi ritmici e melodici che stimolano il bambino alla scoperta di alcune caratteristiche fondamentali del suono: la respirazione, l’intensità e l’altezza. La difficoltà degli esercizi è direttamente proporzionale alla complessità degli intrecci delle favole raccontate. La prima favola è interamente narrata nel CD incluso nel libro, i brani musicali d’accompagnamento sono orecchiabili e divertenti, riproducono versi di animali e suoni di oggetti e sono corredati dalle note musicali per chi sa leggerle. Le basi musicali incluse permettono al bambino di esercitarsi giocando al karaoke. Le illustrazioni sono simpatiche e accattivanti. Antea si diverte molto ad eseguire gli esercizi il cui scopo principale è non tanto di insegnare a cantare, quanto di far prendere coscienza ai piccoli lettori che è possibile utilizzare la voce in modi diversi e giocosi, facendo vivere loro l’emozione del canto perchè la musica, come scrive l’Autrice, va respirata quotidianamente.

“La musica apre nel corpo una porta attraverso la quale l’anima esce nel mondo per fraternizzare”

Milan Kundera, cit. in <<Favole inCanto>>


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