LEGGI, MAMMA, LEGGI!

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«Fata gentile, sarò più prudente:
non voglio Principi o simile gente:
non qualcuno straricco o strapotente:
vorrei un uomo semplice e decente.
Non ce n’è molti, sì, questo lo so:
Fata, tu pensi che ne troverò?».
Ed ecco, Cenerentola, di volo
divenne sposa di un bel boscaiolo
specializzato anche in confetture
di quelle fatte in casa, buone e pure:
e allora sì che furono felici,
pieni di gioia, figli, e allegri amici.

Da “Versi perversi” di Roald Dahl, Salani Editore.

Mi piacciono molto le fiabe classiche reinventate: in questo Gianni Rodari con le sue “Favole a rovescio” è imperdibile. Nel post precedente parlavo di Cappuccetto Rosso raccontata da Dahl in “Versi perversi”, libro divertentissimo e intelligente: la sua Cenerentola si dimostra davvero una donnina saggia e avveduta perché quando scopre che il principe è, in realtà, un sanguinario taglia teste chiede alla Fata un uomo “semplice e decente” e viene accontentata con un bel boscaiolo che la renderà felice dandole tanti figli e tanto amore. Ed è questo che io spero per la mia bambina, come credo ogni mamma dotata di buonsenso: mi auguro che possa trovare, un giorno, non un uomo “straricco e strapotente” ma uno semplice e per bene che le sia accanto sempre con amore e devozione e che sappia anche prepararle, all’occorrenza, quelle buone marmellate fatte in casa di cui lei è tanto golosa 🙂 .

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Illustrazione di Gustave Doré

La novella dimostra chiaramente:
Che i fanciulli – e in ispecie le bambine,
Belle , vispe e carine –
Hanno torto a dar retta a ogni sorta di gente.
Così accade tuttora
Che il lupo tante e tante ne divora! …
State attente, ragazze …
Ci son dei lupi di tutte le razze! …
Ne conosco di quelli così discreti,
Docili, compiacenti, mansueti,
Che senza esprimer nulla;
Sperando pur di farla persuasa;
Dando la caccia a una bella fanciulla.
In piazza, alla finestra, in chiesa, in casa
E perfin nella camera da letto …
In lor non si riscontra alcun difetto;
Garbati in vista, onesti e graziosi ….
Son quelli i lupi più pericolosi! …

Perrault C., Il libro delle fate, disegni di Gustave Doré.

Cappuccetto Rosso: una delle fiabe più inquietanti per noi mamme di bimbe “belle, vispe e carine”.

Mi sono sempre chiesta se la mamma di Cappuccetto non avesse cucito apposta la mantella rossa alla sua bimba allo scopo di proteggerla dallo sguardo avido del Lupo cattivo così che non si potesse rendere conto della bellezza tutta da “spolpare” della sua creatura.

Quando racconto questa fiaba ad Antea enfatizzo la cattiveria del lupo, non intendo affatto riabilitarlo ai suoi occhi perché deve averne paura, deve diffidare del lupo, proprio come scrive Perrault. Mi piace molto la versione dei fratelli Grimm della stessa fiaba perché in questa versione Cappuccetto e la nonna si mettono d’accordo per annegare l’ingannevole belva. E adoro quella dell’umorista americano James Thurber (che risale a circa mezzo secolo fa) che immagina una Cappuccetto Rosso astuta e coraggiosa, alla Kill Bill, molto Tarantinesca:

Ma non s’era avvicinata più di tre metri al letto e già s’accorgeva che non si trattava della nonna, bensì del lupo; giacché un lupo, anche se si mette il berretto da notte, non assomiglia a una nonna più di quanto il leone dei film della Metro Goldwyn assomigli al Presidente della Repubblica.
Allora la fanciulla trasse una pistola automatica dal cestello e freddò il lupo.

MORALE

Darla ad intendere a una fanciulla,
come si faceva una volta,
non è cosa facile al giorno d’oggi.

(Thurber J., La notte degli spiriti e altri racconti, Corbaccio)Image

Illustrazione di Wendy D. Stolyarov.

Ma la Cappuccetto Rosso numero 1 è, per me, quella immaginata da Roald Dahl in Versi Perversi (Salani), che non si accontenta di sparare al lupo ma (e qui non me ne vogliano gli animalisti perché stiamo giocando) dopo aver gettato alle ortiche la stupida mantellina rossa si confeziona una bella e calda pelliccia di…. lupo 🙂

Image

Illustrazione di Quentin Blake.


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