LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Posts Tagged ‘nascita pretermine

Quando nasce un figlio può capitare di chiedersi “che tipo di mamma sono?” e di sentirsi sotto esame, nel dubbio di non avere nulla in comune con la “migliore delle mamme possibili” così come ci viene dipinta dall’immaginario collettivo. A volte la risposta (non richiesta) ce la dà chi ci sta intorno (a me è stato detto che sono un pò apprensiva e molto “chioccia” con le mie creature 😦 ) o i media. Qualche tempo fa, su riviste,tv e web, infuriò la polemica sulla “mamma tigre” (descritta dal fortunato libro di Amy Chua) e sui severi metodi educativi orientali e ricordo di essermi chiesta se anche io fossi destinata a rientrare in quella categoria, prima o poi.

Ho sempre trovato molto felice la definizione di Winnicott di “madre sufficientemente buona” che ho fatto mia perchè mi liberava da tante paturnie e sensi di colpa con cui fanno i conti molte di noi. Poi, certo, a quale tribù di madri apparteniamo, un pò ce lo fanno capire anche i nostri figli crescendo: relazionandoci con loro giorno per giorno ci definiamo come mamme e costruiamo un pezzettino di questa nostra “altra identità”, che difficilmente può essere ingabbiata in un’unica etichetta (a volte, quando torno a casa dai miei bimbi, mi sento tanto Clark Kent che entra nella cabina telefonica per vestire i panni di Superman).

Un libro, letto ultimamente con mia figlia, mi ha però illuminato su questo argomento, dandomi una risposta definitiva che qui affermo con vigore e orgoglio (e scusate il maiuscolo): IO SONO UNA MAMMA NASTRINO!

Mamma nastrino e papà luna di  Emanuela Nava.

Illustrazioni di Desideria Guicciardini. Edizione Piemme

Vedi anche la storia animata del libro con gli “scarabocchi in movimento” di Joshua Held

N.B.: Io ho l’edizione vecchia del 2001, della serie “Gira il libro”, con due copertine, leggibile anche a “testa in giù”

Questo libro molto bello mi ha regalato l’immagine del nastrino invisibile che lega ogni mamma al proprio figlio in modo indissolubile, un’ immagine che scalda il cuore e mette a tacere le nostre insicurezze mammesche: in fondo, per quanto difettate e perfettibili, ci sentiamo un po’ tutte mamme nastrino. L’Autrice elenca una divertente carellata di mamme nella quale possiamo facilmente riconoscerci 🙂 : quelle leonesse che non tagliano mai le unghie ai propri figli, quelle brutte col naso da strega, quelle cannibali che mangiano di baci i loro piccoli, quelle che cucinano orecchie di coccodrillo e code di formica, quelle di tutti i colori e quelle a strisce e punti, ecc… ma tutte, proprio tutte

le mamme del mondo hanno i nastrini, tanti nastrini lunghi e colorati che legano i loro cuori a quelli dei loro bambini… i nastrini sono infrangibili, niente può tagliarli, dividerli o annodarli. I nastrini legano mamma e bambino con il loro alfabeto segreto


Il libro ci racconta anche di papà luna, che quando è lontano dai propri figli parla loro attraverso la luna che fa da tramite ad un dialogo d’amore “a distanza” ma non per questo meno intenso.

Per attività e spunti di discussione suggeriti dalla lettura di Mamma nastrino e papà luna guarda qui.
E per restare in tema: abbiamo molto apprezzato questo libro di recente pubblicazione:


Di mamma ce n’è una sola? di Isabella Paglia. Illustrazioni di Francesca Cavallaro. Fatatrac- Giunti

Qui l’Autrice ne parla nel suo blog.

In Di mamma c’è n’è una sola? si affrontano, finalmente, temi davvero importanti come l’adozione, la fecondazione assistita e la nascita pretermine (con relativa TIN), ma con incredibile leggerezza e sobrietà comunicativa (qualità che rende il libro adatto a bimbi anche molto piccoli, come la mia di 4 anni e mezzo) e attraverso una visione della vita allegra e colorata come le divertenti illustrazioni che accompagnano il testo (i bambini buffi, con una simpatica testona, che fanno capolino  dalle pagine di grande formato, mi hanno ricordato i miei adorati Peanuts).
Anche qui scorriamo una serie di mamme descritte dai loro bimbi nelle azioni quotidiane, mentre li accompagnano a scuola e poi vanno a lavorare, mentre li coccolano o consolano per una giornata no, o mentre li accudiscono quando sono a letto con la febbre. E c’è una bimba, Fatima, che sfidando gli amichetti scettici, racconta di avere due mamme, una di pancia e un’altra, nuova, che era sola prima ma che, entrambe, si sono adottate (che bello questo concetto dell’adozione “a vicenda”…).

Poi c’è il bambino che ricorda di quando era ancora un girino e nuotava in un bicchiere nel quale si sono incontrati i semini di mamma e papà, o quella che, avendo fretta di nascere, ha passato un pò di tempo in una culla speciale che sembrava un astronave (ma che tutti chiamavano incubatrice) in cui ha continuato a crescere. La conclusione è che non c’è differenza se si cresce fuori o dentro una pancia, in un bicchierino o un ‘astronave, di mamma non ce n’è una sola ma, di qualsiasi tipo di mamma si tratta, è per sempre.


Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere notifiche riguardo i post

Categorie

Avvertenze sui contenuti: