LEGGI, MAMMA, LEGGI!

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The joy is still there when I see Sean. He didn’t come out of my belly, but my God, I’ve made his bones, because I’ve attended to every meal, and how he sleeps, and the fact that he swims like a fish because I took him to the ocean. I’m so proud of all his things. But he is my biggest pride.

John Lennon

Dell’orgoglio che prova un padre per il proprio figlio, “l’orgoglio più grande” come scriveva Lennon, parlano i due libri insoliti di oggi, scritti da due padri profondamente innamorati dei propri figli ma che purtroppo non hanno avuto la gioia di vederli diventare grandi.

Una delle cose che amo di più al mondo è vedere mia figlia disegnare col papà: è una scena che mi colma il cuore di serenità. Ho pensato a questo quando ho visto : “Vero Amore.I disegni per Sean”. di Einaudi stile Libero

Il libro raccoglie i disegni che John Lennon ha eseguito per il figlio Sean, è il tenero documento delle lunghe ore che un padre e un figlio hanno trascorso insieme giocando e dando libero sfogo alla creatività. Buffe didascalie, come strofe di una canzone per bambini, fanno da titolo a illustrazioni divertenti e mai banali, che raffigurano animali in situazioni ridicole: un cavallo che a furia di ridere se la fa addosso, un elefante che per dormire conta le pecore, una scimmia che chiacchiera al telefono, ecc…

Antea trova divertenti questi disegni e ci sono serviti da spunto per crearne di simili: ci piace immaginare gli animali intenti a compiere azioni stravaganti e inusuali.

Ricordando padre e figlio mentre erano “a lavoro” con pastelli e matite nella creazione di questo zoo immaginario, nell’introduzione Yoko Ono scrive:

ridevano insieme, ed è stato così che Sean ha imparato il piacere di disegnare, di fare le cose insieme al suo papà, il piacere della vita.

Il secondo libro sulla paternità che sto leggendo con mia figlia è “L’albero del riccio” di Antonio Gramsci. Editori Riuniti

Ho studiato Gramsci all’Università ed è stata una sorpresa leggere queste sue lettere dal carcere indirizzate in gran parte al figlio più grandicello Delio. Di cosa parlano? Principalmente del dolore di un padre che non può vedere i figli crescere, non può partecipare alla loro vita, non può essere loro vicino. Sono lettere struggenti, molto dolci, nelle quali Gramsci ricorda con nostalgia la sua infanzia e le favole e le storie che l’hanno allietata e che condivide con il figlio lontano, nella speranza di annullare la distanza che li separa. Il libro prende il nome da un episodio dell’infanzia dell’Autore, un episodio quasi magico: in una notte di luna piena, in compagnia di un amichetto, ha assistito all’ insolito spettacolo di una famiglia di ricci impegnata in una ingegnosa e stupefacente raccolta delle mele. E’ un libro toccante e poetico, corredato di belle illustrazioni in bianco e nero opera di Maria Enrica Agostinelli, ricco di riflessioni sulla vita. Insieme alle lettere sono stati inseriti nella raccolta quei racconti di Puskin, Kipling, Dickens, Tolstoj ed altri che Gramsci indicava alla moglie come letture adatte ai propri figli, perchè è questa l’eredità che egli voleva lasciare loro: l’amore per i libri, per le storie raccontate con maestria, per le favole belle che nutrono la fantasia e scaldano il cuore.

Buona festa del papà a tutti!

Ps: Per chi volesse sapere il regalo di Antea al suo papà: abbiamo scelto, di comune accordo, un libro di Eric Carle edito da Mondadori dal titolo “L’ippocampo, un papà speciale”

Grazie a questo fantastico libro, uno dei pochi di Carle che ancora ci mancava, ho scoperto che il cavalluccio marino, e altri “insospettabili” pesci, sono dediti alle cure prenatali della propria prole: prendono in consegna le uova dei loro piccolini e le accudiscono amorevolmente fino alla schiusa. Un libro pieno d’amore, perfetto per quei papà che, almeno una volta nella vita, hanno desiderato che i figli fossero usciti dalla loro pancia 🙂

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