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Con questo post partecipo alla bella iniziativa di Homemademamma “Il Venerdì del libro”, che in rete coinvolge ed unisce, già da un po’ di tempo ormai, altre blogger divoratrici di libri come me. Quando è nato questo blog, circa tre mesi fa, conoscevo il “venerdì del libro” ma mi ero detta che non aveva molto senso prendervi parte visto che Leggimammaleggi è quasi interamente costituito da recensioni di libri per l’infanzia. Però ho pensato che uscire un po’ fuori traiettoria non era male, e visto che non leggo solo libri per l’infanzia (anche se rimangono i miei favoriti) ogni settimana posterò su un libro che ho apprezzato, dando la preferenza a quelli che affrontano tematiche adolescenziali o comunque collegate al mondo dei teen ager, visto che, oltre che mamma, sono anche prof. (insegno a ragazzi di Liceo). Oggi parlo di “Le vergini suicide” di Eugenides Jeffrey  (di cui possiedo la vecchia edizione).

Dal libro è stato tratto anche un bel film con la regia di Sofia Coppola, dal titolo “Il giardino delle vergini suicide”

Di cosa parla questo libro? Principalmente della fatica di crescere. Non inneggia al suicidio (come potrebbe sembrare dal titolo vagamente dannunziano) è invece una fine analisi del dramma dell’adolescenza e della solitudine che essa spesso si porta con sé. Ricopio la recensione che scrissi su IBS anni fa:

Il libro risulta originalissimo: è scritto ricalcando una struttura che è quella dell’inchiesta. L’autore indaga, e noi insieme a lui, sul tragico suicidio di cinque sorelle. Ma non è un giallo, non è un libro di memorie. Gli oggetti più insignificanti (un disco, l’ombretto, persino un assorbente igienico) appartenuti alle sorelle Lisbon diventano reperti, reliquie silenziose, testimonianze fisiche di un’esistenza misteriosa bruciata troppo in fretta tra i prati ben curati e le casette linde e pulite della middle class americana. In una provincia sonnecchiosa e borghese, che annega nel torpore dell’indifferenza, si consuma il dramma senza tempo dell’adolescenza e della fatica di crescere. Il vicinato assiste alla rovina di un’intera famiglia con un senso di fastidio misto a curiosità, senza alcuna umana partecipazione. Solo i coetani delle sorelle Lisbon avvertono tutta la drammaticità e l’ineluttabilità di eventi che li segneranno per sempre.


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