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oleg-dou-Fawn, 2009 1

Foto di Oleg Dou : “Fawn” 2009, dalla serie Cubs

Uno degli assassini più disgustosi, disinibiti e crudeli è l’animale che subito dopo la colomba è un simbolo proverbiale
della mitezza, il capriolo Bambi, esaltato fino alla nausea da Felix Salten. Questa bestia malevola oltretutto possiede un’arma, le corna, e le sue inibizioni a servirsene sono dannatamente scarse…la persona inesperta non riconosce una seria intenzione aggressiva nel lento incedere del capriolo e spesso non lo prende sul serio neppure quando le è già pericolosamente vicino e la tasta con le corna. Poi all’improvviso incominciano a piovere i colpi di quell’arma acuminata con forza sorprendente e siete fortunati se riuscite in tempo ad afferrare con le mani le corna dell’aggressore. Segue allora un estenuante corpo a corpo che vi fa grondare di sudore, vi lacera le mani e nel quale anche per una persona forte è difficile avere la meglio sul capriolo, se non le riesce di affiancarsi alla bestia e piegarle il collo all’indietro. Ma naturalmente ci si vergogna di chiamare aiuto… finché non ci si trova la punta del corno nella pancia. Quando, dunque, vi vedete venire incontro un capriolo mite e grazioso con il suo caratteristico passo di parata, che muove leziosamente le corna con aria amichevole e giocosa, colpitelo con un bastone da passeggio, con una pietra o semplicemente col pugno, ma comunque con un bel colpo violento assestato, lateralmente, sul muso, prima che esso vi conficchi le corna in corpo.

da Konrad Lorenz, L’anello di Re Salomone, Adelphi

Da bambina ho amato alla follia Bambi, come tanti della mia generazione. Trovavo adorabili il suo musetto e i suoi occhioni teneri e sgranati sul  mondo. Poi, però, ho letto questa pagina di Lorenz  e ogni volta che rivedo il film della Disney con mia figlia (anche lei lo adora) non posso fare a meno di pensare, per associazione di idee, al coniglio bianco di Monty Python, grazioso ed innocuo all’apparenza ma, nella realtà, un sanguinario killer azzannacolli. E finisco sempre col chiedermi, con un peso nel cuore, quanti disgustosi Bambi e quanti crudeli coniglietti bianchi i miei bimbi incontreranno nella loro vita di adulti, quando, ormai lontani da me, non sarò più lì al loro fianco ad assestare colpi violenti, come consiglia Lorenz, sul muso di chiunque cercherà di incornarli…

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Se avete una figlia di quattro anni o più sarete anche voi stati risucchiati nel glitterato e rosato vortice delle “Principesse” Disney dal quale non c’è scampo. Oltre ai libri, a noi è toccato comprare di tutto, incapaci di ribellarci al diktat imposto da Antea: abbiamo la tazza, il pigiama, la vestaglia, l’astuccio, il pallone, le penne, i nastrini per capelli, la coroncina con diadema, persino le mutandine, e non ricordo cos’altro ancora. All’inizio ho assecondato di buon grado questa follia: chissà quante, della mia generazione, da bambine, hanno sospirato su Biancaneve o Cenerentola della Disney! Possiedo ancora una preziosissima versione della Cenerentola disneyana edita da Mondadori nel 1973: non la baratterei per nulla al mondo!

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La principessa-mania ha raggiunto la fase acuta a Carnevale, quando Antea mi ha chiesto con insistenza il costume di Ariel, la sirenetta, o, in alternativa (magnanima!) quello di Belle della “Bella e la Bestia”. In questa occasione, però, sono riuscita a farmi rispettare da mia figlia e a spuntarla io: poiché i suddetti costumi erano o troppo cari o introvabili, ho ripiegato su un meno famoso, ma altrettanto bello, costume della Disney, quello di Elizabeth , principessa dei Caraibi (dal film “Pirati dei Caraibi” con Jhonny Depp), trovato con un colpo di fortuna all’outlet. Antea era soddisfatta, anche perché era l’unica ad avere un travestimento così inconsueto.Image

Ma, a dirla tutta, queste principesse hanno un pò stufato. Ieri era la festa della donna e già da un pò riflettevo che bisognerebbe proporre alle nostre figlie, donne di domani, dei personaggi fiabeschi meno stereotipati, meno convenzionali delle melense principesse Disney. Non che non ci siano quelle più scafate e indipendenti: la principessa Ranocchio apre un ristorante, Rapunzel sfugge dalla torre in cui l’ha rinchiusa la madre/matrigna per proteggerla dal mondo, Pocahontas e Ariel hanno il coraggio di ribellarsi agli ordini paterni, tuttavia Antea stravede per le più gattemorte: Biancaneve, Cenerentola, Rosaspina e Belle. Di Pocahontas, la mia preferita, un giorno ha detto con disprezzo: << Ma mamma, come fa a piacerti? E’ vestita di stracci!>> 😦

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Bisognava correre ai ripari. Non voglio fare di mia figlia una futura femminista arrabbiata e so che sarebbe impossibile ostacolare la sua passione per il favoloso mondo dorato delle creature regali. Posso, tuttavia, farle leggere, oltre ai classici sull’argomento, degli altri libri altrettanto affascinanti che parlano di principesse ma propongono modelli non tradizionali. Da qui l’idea di inaugurare un altra sezione del forum che si chiamerà: “principesse”, nella quale vi proporrò storie che hanno per protagoniste principesse indipendenti, attive e fuori dagli schemi.

Il primo, “Immagina di essere una principessa”, Emme Edizioni, e’ opera di una madre, Lucy Clibbon (illustratrice) e di una figlia, Meg Clibbon (autrice del testo) che si firmano con i nomi di fantasia di Principessa Lulubella e Principessa Megabella.

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Qui il loro sito da cui è possibile accedere al blog.

Questo libro può essere considerato la parodia di un filmato in lingua inglese trovato su youtube che spiega come diventare una perfetta principessa Disney in 10 mosse, dateci un’occhiata: è illuminante!

“Immagina di essere una principessa” è un vero e proprio manuale della perfetta principessa, tutto però giocato su una sottile e fresca ironia, ma non tanto sottile al punto che una bambina sveglia non possa coglierla e esserne divertita. Cito a caso.

Alcune principesse sono così delicate, che sentono anche le piegoline nelle lenzuola. Ogni sera una dama di corte alza il materasso e controlla che non ci siano gobbe o piselli, poi spiana le lenzuola. Le principesse moderne dormono con il piumone e si fanno il letto da sole, ma è buona abitudine controllare che nel letto non ci siano piselli, patatine o pop corn… Le principesse adorano gli animali… il loro preferito è l’unicorno. Portare a spasso i cagnolini di corte fa bene, ma cavalcare unicorni è molto meglio.


Spassosissimo è il diario tipo di una principessa o gli annunci di un’immaginaria agenzia matrimoniale per principesse in cerca di compagno (tempi duri anche per loro…). Vengono indicati esempi di comportamento amabile (“salutare affettuosamente i genitori al mattino”) e di linguaggio regale (“Com’è stato gentile da parte vostra rischiare la vita per me!”) e l’etichetta da seguire nelle varie occasioni. Completano il libro suggerimenti per divertenti attività principesche: raccolta di fiori secchi, composizione di quadri, preparazione di tortine “damigelle d’onore”, ecc…


E con questo ho concluso. Anche se in ritardo buona festa delle donne a tutte, principesse e non, con l’augurio di vivere sempre felici e contente, e non necessariamente con un principe accanto…

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