LEGGI, MAMMA, LEGGI!

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marylin

I know you are reading this poem as you pace beside the stove
warming milk, a crying child on your shoulder, a book in your hand
because life is short and you too are thirsty.

So che stai leggendo questa poesia in cucina,
mentre riscaldi il latte, con un bambino che ti piange sulla spalla e un libro in mano,perché la vita è breve e anche tu hai sete.

DaAtlas of a difficult world” di Adrienne Rich. Traduzione tratta da : Adrienne Rich, ” Cartografie del silenzio a cura di Maria Luisa Vezzali, Crocetti Editore, 2000.

Sono sempre stata, fin da bambina, una lettrice seriale, “divoravo” libri e libri con una fame insaziabile, bulimica, pantagruelica. La quiete serena e colma di goduriosa soddisfazione che mi regalava la lettura di un libro difficilmente la trovavo in compagnia delle persone. Questo accadeva prima di avere dei figli. Le mie amiche, lettrici voraci quanto me (“chi si somiglia si piglia”), che mi avevano preceduta nel diventare mamma, mi avevano avvertito: “quando avrai dei figli scordati di leggere!”. Avevano ragione, ovviamente. La media dei libri letti in un mese è scesa paurosamente da quando ho due bimbi, riprende un po’ quota in Estate ma niente a che vedere con le scorpacciate dell’era pre-figli. Però le mie amiche avevano trascurato di dirmi una cosa importante sulla maternità e sui libri, una cosa che ho scoperto con stupore e gioia incantata: leggere insieme a qualcuno è infinitamente più divertente che farlo da soli, se poi questo “qualcuno” sono i tuoi figli (e i loro gusti non si allontanano tantissimo dai tuoi) allora fa niente se si legge di meno perché il piacere che ricavo da una lettura in compagnia dei miei bambini è di gran lunga più intenso di quello che provavo quando sprofondavo nella poltrona per lunghe maratone di lettura in solitaria. Inoltre avere poco tempo da dedicare ai libri ha affinato i miei criteri di selezione: ora sono una lettrice più esigente, le mie scelte sono diventate più ponderate e meno casuali perché legate alle emozioni che provo e alla mia vita, le mie letture sono migliorate facendosi più “sostanziose” e guadagnando in spessore e profondità. Diventare mamma non ha mai spento quella sete, l’ha solo trasformata e mi ha insegnato il piacere di condividerla con le persone che amo di più al mondo: i miei figli.

grace kelly legge alice

“Forget about reading being healthy. It’s not broccoli. In fact, most children’s books are lies. And the bigger the lie, the better the book”

“Non pensate alla lettura come a qualcosa che fa bene, non è come i broccoli. Infatti la maggior parte dei libri per bambini sono bugie. E più è grande la bugia, più bello è il libro”

Mo Willems

Sono sempre alla ricerca di buoni suggerimenti per rendere la lettura ai miei due figli il più stimolante ed accattivante possibile, perché se è vero che non esistono veri e propri trucchi del mestiere (banalmente, per interessare i bimbi alla lettura, occorre soprattutto leggere loro tanto e ogni giorno) è anche vero che l’esperienza degli altri, soprattutto se si tratta di “esperti” del settore, varrà pur qualcosa e ne faccio tesoro. Voglio quindi segnalarvi i suggerimenti di Mo Willems (questo il suo divertente sito/blog), un affermato autore/illustratore di libri per bambini. Ecco, in sintesi, i suoi 7 suggerimenti, tratti da un articolo in lingua inglese, si può anche non condividerli ma credo sia interessante rifletterci su:

  1. Urlare, roteare gli occhi, saltare… far capire con segnali precisi del corpo che si trova il libro divertente.
  2. Sbagliare volutamente così da spingere il bambino a correggere chi legge in modo da tenerne desta l’attenzione.
  3. Incoraggiare il bambino a cambiare genere per evitare che entri in un circolo vizioso: i suoi gusti devono essere educati ad apprezzare varie tipologie di testi.
  4. Leggere di tutto senza snobismi di sorta, all’insegna dell’eterogeneità (riviste specializzate, manga, fumetti).
  5. Fare sì che non sia sempre la stessa persona a leggere, passare il testimone anche ad altri membri della famiglia per evitare la monotonia.
  6. Quando si legge mostrare sempre rispetto per la sensibilità del bambino e per la sua vita emotiva che è profonda e ricca come quella di un adulto.
  7. Non dire al bambino che leggere fa bene come può far bene la verdura: i libri sono bugie e più grande è la bugia che raccontano più sono belli.

Ecco i “segreti” di Willems, e i vostri?

Quante volte, durante i colloqui con le famiglie, mi sono sentita dire queste parole, a volte con tono sconsolato, a volte rabbioso, da parte di genitori in tribolazione per i propri figli….

Insegno Italiano alle superiori e con questa frase la mamma o il papà di turno intendono, di solito, giustificare alcune lacune del figlio/a a livello grammaticale, la sua debolezza nello scrivere temi o la sua svogliatezza e disinteresse, in generale, nei confronti della mia disciplina. E puntualmente, ogni volta che sento queste parole uscire dalla bocca delle mamme e dei papà, parole che suonano stranamente più come una giustificazione alla mancanza del figlio che una critica, sarei tentata di ribattere loro:<<Ma a casa leggete? Avete libri? Acquistate quotidiani, riviste, giornali? E, soprattutto, avete mai letto fiabe e storie ai vostri figli da piccoli?>>. Ovviamente non lo faccio, mi sto zitta, non voglio urtare la suscettibilità di nessuno né far nascere sensi di colpa né, tanto meno, far sentire i genitori dei miei alunni giudicati nello svolgimento del loro ruolo di educatori. Tuttavia rimango nella mia convinzione che un lettore seriale, un robusto divoratore di libri, è nato e cresciuto in una casa in cui si legge tutti i giorni e si guarda poca TV, in cui sono a disposizione tanti e diversi libri ai quali ha avuto libero accesso sin da piccolissimo grazie ad una mamma o a un papà che, con amore e dedizione, gli hanno letto storie fin dai primi mesi di vita. L’amore per la lettura non è genetico, non è nel DNA, è piuttosto un virus che ci contagia, definitivamente e senza possibilità di scampo, attraverso l’ascolto di qualcuno che legge per noi già pochi giorni dopo la nascita, e ci rimane <<sulla pelle>> per tutta la vita come un marchio a fuoco. E come tutte le forme di amore necessita di essere nutrito: se un bimbo vedrà attorno a sé persone che leggono, sarà stimolato a fare altrettanto. E il conforto che un buon libro è capace di dare alla mente e al cuore non ha prezzo. Io ho sempre letto ai mie figli, fin dal rientro a casa dall’ospedale dopo la nascita. Il secondo ha quasi 5 mesi e ci sono tantissimi <<libri>> per uno gnometto di quest’età, ne parleremo. La prima figlia, che ha appena compiuto 4 anni, è un’ appassionata <<ascoltatrice>> di storie, sua droga quotidiana, e, mi auguro, sarà una futura lettrice di razza: le premesse perché lo divenga ci sono tutte. Se mi dovessero chiedere quale sia la mia idea di felicità mi viene in mente un immagine che si ripete tutte le sere quando andiamo a letto, un rituale al quale non rinuncerei per nulla al mondo: io, stesa in mezzo ai miei due figli, intenta a leggere storie. Leggere a un bambino è un grande atto d’amore nei suoi confronti e lo farà sentire amato e coccolato, oltre a dargli tanta serenità. E, magari, eviterà, in futuro, che mi senta dire da genitori esasperati dagli scarsi voti in italiano dei figli: <<Ma professoressa, mio figlio non MI legge!!!>>


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