LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Archive for agosto 2013

marylin

I know you are reading this poem as you pace beside the stove
warming milk, a crying child on your shoulder, a book in your hand
because life is short and you too are thirsty.

So che stai leggendo questa poesia in cucina,
mentre riscaldi il latte, con un bambino che ti piange sulla spalla e un libro in mano,perché la vita è breve e anche tu hai sete.

DaAtlas of a difficult world” di Adrienne Rich. Traduzione tratta da : Adrienne Rich, ” Cartografie del silenzio a cura di Maria Luisa Vezzali, Crocetti Editore, 2000.

Sono sempre stata, fin da bambina, una lettrice seriale, “divoravo” libri e libri con una fame insaziabile, bulimica, pantagruelica. La quiete serena e colma di goduriosa soddisfazione che mi regalava la lettura di un libro difficilmente la trovavo in compagnia delle persone. Questo accadeva prima di avere dei figli. Le mie amiche, lettrici voraci quanto me (“chi si somiglia si piglia”), che mi avevano preceduta nel diventare mamma, mi avevano avvertito: “quando avrai dei figli scordati di leggere!”. Avevano ragione, ovviamente. La media dei libri letti in un mese è scesa paurosamente da quando ho due bimbi, riprende un po’ quota in Estate ma niente a che vedere con le scorpacciate dell’era pre-figli. Però le mie amiche avevano trascurato di dirmi una cosa importante sulla maternità e sui libri, una cosa che ho scoperto con stupore e gioia incantata: leggere insieme a qualcuno è infinitamente più divertente che farlo da soli, se poi questo “qualcuno” sono i tuoi figli (e i loro gusti non si allontanano tantissimo dai tuoi) allora fa niente se si legge di meno perché il piacere che ricavo da una lettura in compagnia dei miei bambini è di gran lunga più intenso di quello che provavo quando sprofondavo nella poltrona per lunghe maratone di lettura in solitaria. Inoltre avere poco tempo da dedicare ai libri ha affinato i miei criteri di selezione: ora sono una lettrice più esigente, le mie scelte sono diventate più ponderate e meno casuali perché legate alle emozioni che provo e alla mia vita, le mie letture sono migliorate facendosi più “sostanziose” e guadagnando in spessore e profondità. Diventare mamma non ha mai spento quella sete, l’ha solo trasformata e mi ha insegnato il piacere di condividerla con le persone che amo di più al mondo: i miei figli.

grace kelly legge alice

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PORTUGAL, MINHO, 1956

Edouard Boubat, Portogallo, 1958.

Goodbye grey sky, hello blue.
There’s nothing can hold me when I hold you.

Dalla sigla di Happy Days

Capita, un pomeriggio estivo, che insegni a tua figlia i giorni della settimana in inglese e che, per farlo, cerchi su youtube la sigla di “Happy days”.
Capita che, mentre la senti, ti assale una potente nostalgia e che ti metti a cercare, compulsivamente, tutti gli episodi della serie in rete e che ti riscopri a ridere come ridevi allora ma solo perché pensi alla te di allora non perché, bisogna riconoscerlo, le battute fossero poi così spassose.
Capita che, presa dalla morsa dell'”Amarcord”, rispolveri i tuoi libri di fine anni ’70 (grazie, mamma, per non averli buttati via!) su Fonzie e la sua banda, pubblicati da una casa editrice che non so se esiste ancora, e che ti ritrovi a pensare che non vedi l’ora di leggerli a tua figlia maggiore sperando che si diverta come ti sei divertita tu quando avevi la sua età.
Capita che, con stupore, mentre li leggi rammenti, incredibilmente, come va a finire e che ricordi persino le puntate sebbene sia da parecchio che non le guardi più.

Capita che, in particolare, ti viene in mente una scena divertentissima di un Fonzie che va in campeggio e cerca di dormire ma i versi degli animali nel bosco non gli fanno chiudere occhio e allora schiocca il pollice, alla maniera sua, e li zittisce.

Capita che cerchi proprio quella scena e, con emozione, la trovi per scoprire che la memoria ti ha tradita, giusto un poco però, perché gli animali stanno zitti dopo che Fonzie gli ha intimato un brusco “Cool it!”

Capita che, ormai risucchiata da questo vortice di nostalgia molesta, cerchi di sapere che fine ha fatto il tuo beniamino, Fonzie, e scopri che (ma guarda tu, le coincidenze….) si è messo a scrivere libri per bambini che parlano di bambini che, come lui da piccolo, soffrono di dislessia.

Capita che te li procuri questi libri e che pensi che, oltre che bello, è anche bravo quell’uomo lì….

Capita che ti ritrovi a pensare che  non sai che daresti per ritornare a quei giorni, felici e spensierati, quando la vita era semplice come nel telefilm e Fonzie ti faceva sospirare davanti allo schermo della tv e quando anche tu, con un semplice suo schioccare del pollice, te ne saresti  saresti stata zitta come gli animaletti del bosco, in adorazione, estasiata, davanti a lui e al suo giubbotto di pelle nera, sotto cieli per sempre azzurri….


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