LEGGI, MAMMA, LEGGI!

La bambola femminista

Posted on: 6 dicembre 2012

bambola e bimba

 

 

-Voglio andare in cortile a giocare coi birilli,- dichiara la bambola, facendo volare ciocche di capelli da tutte le parti. – Voglio una grancassa, voglio un prato, un bosco, una montagna e il monopattino. Voglio fare la scienziata atomica, il ferroviere e la pediatra. Anche l’idraulico. E se avrò una figlia la manderò al campeggio. E quando le sentirò dire: “Mamma, voglio fare la casalinga come te e lucidare le scarpe di mio marito, di sopra e di sotto”, la metterò in castigo in piscina e per penitenza la porterò a teatro!-.

Da “La bambola a transistor” in Novelle fatte a macchina di Gianni Rodari, Einaudi.

Letterina a Babbo Natale. Richiesta di mia figlia: la solita bambola biondo platino in versione natalizia da collezione (“magia delle feste” o qualcosa del genere…). Sospiro mentre invio la lettera al Circolo Polare Artico e quasi quasi spero che i folletti postini facciano un po’ di confusione e non arrivi mai al Grande Capo la richiesta di Antea. Ripenso, sorridendo, a una divertente novella di Rodari nella quale si parla di una bambola modernissima (con lavatrice incorporata) che viene regalata a Natale ad una bimba di nome Enrica. Questa bambola, manomessa da uno zio mago e burlone, impazzisce: manda all’aria il servizio da tè della sua padroncina, si taglia i capelli, si arrampica sull’albero di Natale distruggendolo e facendo persino sopra la pipì… e poi fa quella dichiarazione “femminista” che ho citato sopra, una sorta di “testamento”, prima di essere disattivata dai preoccupati genitori della bimba e di ritornare ad essere una brava ed educata bambola che fa il bucato. Lo spunto a questa novella Rodari lo ebbe pensando a quei giocattoli che contribuiscono a condizionare i bambini per adattarli, fin da piccoli, ai loro ruoli sessuali. La bambola è un giocattolo antichissimo e meraviglioso, ricco di significati e di simboli. Ovviamente accontenterò la richiesta natalizia di Antea ma mi piacerebbe tanto, nella realtà, metterle sotto l’albero, invece della biondona coscia lunga di sempre, la folle e ribelle bambola a transistor di Rodari: perché una che dichiara che non luciderà mai le scarpe del marito “di sotto e di sopra”  si meriterebbe senz’altro un posto d’onore fra i giocattoli di mia figlia.

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7 Risposte to "La bambola femminista"

Che bella questa storia Emma..io però non ho ancora capito se sia un bene o meno ascoltare le richieste dei bambini in campo di regali. Ma è davvero quello che desiderano o solo quello che la tv? ha scelto per loro? e cmq sia anche a me sarebbe piaciuto avere una bambola “magia delle feste” come anteuzza!! baci – graziana

Secondo me la seconda che hai detto: la pubblicità influisce tantissimo, prova ne è che Antea ha cambiato idea un centinaio di volte prima di decidere definitivamente. Comunque asseconderò la sua richiesta perché la “biondona” non dispiace neanche a me, dopotutto 😉

Emma, grazie di questo post e di questo riferimento che non conoscevo… sono temi così difficili e coì attuali…

La mia edizione delle “Novelle fatte a macchina” è quella del 1977 destinata alle scuole medie e, difatti,è il libro di narrativa usato a scuola e gelosamente conservato.Ogni novella è introdotta dalle preziose parole di Rodari,che spiegano com’è nata e com’è stata costruita. Nell’introduzione a questa novella l’Autore scrive che la bambola, pur essendo un bellissimo giocattolo “serve essenzialmente per inserire le bambine in un binario distinto dagli altri, che le porterà soprattutto ad essere mogli e madri”. All’epoca questi temi erano molto caldi, ma ancora ora, sono daccordo con te, se ne discute e tanto. La sensibilità precoce di Rodari verso certi argomenti è davvero illuminante. Un abbraccio Jessica

Sai Emma, prendiamo spesso questo discorso a casa e mi accaloro particolarmente..ho riflettuto tante volte sul fatto che la società stessa attraverso il giocattolo predisponga a una preparazione più completa i maschi che le femmine. un bimbo di 5-6 anni conoscerà certamente i nomi dei diversi dinosauri grazie ai pupazzetti giocattolo, che a una bimba nessuno sognerebbe di regalare.. il sistema solare in scala,il cannocchiale o il microscopio..lo stesso meccano..senza contare che i maschietti sono particolarmente attratti da tutto ciò che è pericoloso, cattivo e adrenalinico, e li ritrovi a elencare perfettamente caratteristiche di rettili velenosi e felini come dei piccoli etologi grazie ai libri e ai dvd che una femminuccia non riceverebbe mai..tutte queste e altre cose sviluppano un sapere e delle abilità che a prescindere a una femminuccia sono precluse per convenzione..con un pochino di sollievo sono felice di avere avuto un maschietto 😉
a domani XXX

Sono d’accordo: certi saperi sembrano essere preclusi alle femminucce così come ai maschi ma i giocattoli possono stimolare abilità in entrambi i sessi eliminando gli stereotipi legati al genere: quindi ben vengano pentoline e principesse per i bimbi e dinosauri e meccano per le femmine 😀 Bacio!

La pubblicità è una calamita terribile, qualsiasi cosa passi la vogliono. I miei bambini quardano la tv da poco (serve a me per tirare il fiato…..) ma mi sono accorta subito di questo condizionamento, soprattutto per i bimbi più piccoli.
Io la letterina la leggo e cerco di accontentare ma sotto l’albero c’è sempre qualcosa che ho scovato io. Di solito piace.

Comunque anchio la vorrei quella bambola che dichiara certe cose….

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