LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Archive for dicembre 2012

falene

A moth is a butterfly’s dark twin

dressed in drab wings.

She isn’t scary.

Think of her as a different thing-

a plain-clothes fairy.

 

Una falena non è altro che la gemella dark di una farfalla

rivestita di ali incolori.

Non fa paura.

Pensa a lei come a qualcosa di diverso,

come se fosse una fata in abiti borghesi.

 

Da New and collected poems for children di Carol Ann Duffy. Mia traduzione.

Illustrazione: Maggie Taylor. “The moth house”. 2012

 

Il mio augurio a tutti voi per l’anno alle porte: riuscire a vedere le cose, anche le più incolori, con occhi diversi, come attraverso una magica lente, così che ogni falena diventi una variopinta farfalla. Che poi è quello che ogni giorno fanno i bambini, con naturalezza, per combattere la paura. Buon anno, di cuore!

Vostra Emma

bambola e bimba

 

 

-Voglio andare in cortile a giocare coi birilli,- dichiara la bambola, facendo volare ciocche di capelli da tutte le parti. – Voglio una grancassa, voglio un prato, un bosco, una montagna e il monopattino. Voglio fare la scienziata atomica, il ferroviere e la pediatra. Anche l’idraulico. E se avrò una figlia la manderò al campeggio. E quando le sentirò dire: “Mamma, voglio fare la casalinga come te e lucidare le scarpe di mio marito, di sopra e di sotto”, la metterò in castigo in piscina e per penitenza la porterò a teatro!-.

Da “La bambola a transistor” in Novelle fatte a macchina di Gianni Rodari, Einaudi.

Letterina a Babbo Natale. Richiesta di mia figlia: la solita bambola biondo platino in versione natalizia da collezione (“magia delle feste” o qualcosa del genere…). Sospiro mentre invio la lettera al Circolo Polare Artico e quasi quasi spero che i folletti postini facciano un po’ di confusione e non arrivi mai al Grande Capo la richiesta di Antea. Ripenso, sorridendo, a una divertente novella di Rodari nella quale si parla di una bambola modernissima (con lavatrice incorporata) che viene regalata a Natale ad una bimba di nome Enrica. Questa bambola, manomessa da uno zio mago e burlone, impazzisce: manda all’aria il servizio da tè della sua padroncina, si taglia i capelli, si arrampica sull’albero di Natale distruggendolo e facendo persino sopra la pipì… e poi fa quella dichiarazione “femminista” che ho citato sopra, una sorta di “testamento”, prima di essere disattivata dai preoccupati genitori della bimba e di ritornare ad essere una brava ed educata bambola che fa il bucato. Lo spunto a questa novella Rodari lo ebbe pensando a quei giocattoli che contribuiscono a condizionare i bambini per adattarli, fin da piccoli, ai loro ruoli sessuali. La bambola è un giocattolo antichissimo e meraviglioso, ricco di significati e di simboli. Ovviamente accontenterò la richiesta natalizia di Antea ma mi piacerebbe tanto, nella realtà, metterle sotto l’albero, invece della biondona coscia lunga di sempre, la folle e ribelle bambola a transistor di Rodari: perché una che dichiara che non luciderà mai le scarpe del marito “di sotto e di sopra”  si meriterebbe senz’altro un posto d’onore fra i giocattoli di mia figlia.


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