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Uscire dalla gabbia

Posted on: 24 novembre 2012

 

VINTAGE CAGE di Shannon Taylor

Quei capelli d’oro erano le sbarre della sua gabbia. E se a uno non piace stare in gabbia che cosa deve fare? Deve uscire…. dipende solo da lui.

Da “La bambina dai capelli d’oro” di Gianni Rodari, in “Fiabe e Fantafiabe”, Einaudi.

C’è una fiaba di Gianni Rodari che mi inquieta ogni volta che la leggo. Parla di una bimba dai capelli d’oro di nome Rita, nata in una famiglia di gente semplice, di contadini, che vivono nei boschi. Rita è l’unica bimba bionda in un villaggio di persone dai capelli scuri. Un giorno capita al villaggio, per conoscerla, uno zio che viene dalla città ed è in giro per affari. Quando scopre che i capelli di Rita sono di oro puro decide di fermarsi in paese e convince i genitori a fare soldi sfruttando i capelli delle bambina:

<<Una miniera d’oro vivente>>, pensò lo zio di Rita. Ora pareva che non avesse più nessuna fretta di ripartire per i suoi affari. <<Sorella mia, cognato carissimo, resterò qualche giorno con voi. Però mi dovete fare un piacere. Voi vedete come Rita gioca in cortile, con gli altri bambini. Corrono, saltano, si accapigliano: così non va. E’ pericoloso. I capelli possono cadere, e ognuno di essi vale una fortuna. Bisogna che Rita se ne stia in casa, calma e tranquilla. Le comprerò delle bambole, giocherà con quelle. Le comprerò anche una bella parrucca, che le nasconda i capelli veri: se altri scoprissero che sono d’oro ne potrebbe venire un guaio…>>.

I genitori di Rita e il suo rapace zio diventano ricchi, ma la bambina è triste, sempre più triste, costretta com’è a fare una vita da reclusa, prigioniera della sua gabbia. Ma questa è una fiaba e i bambini, nelle fiabe, trovano sempre un modo per cavarsela: Rita riconquisterà la libertà e la sua chioma d’oro zecchino cederà il posto a dei normali capelli neri che le ridaranno la gioia di vivere come tutti gli altri bambini del villaggio.

Mi sono sempre chiesta perché questa fiaba mi procura una sensazione di angoscia. Credo perché mi fa pensare a quei bambini talentuosi, con una marcia in più, i cui genitori li condannano a una vita diversa dai loro coetanei, ingabbiata, purché il loro talento emerga pienamente e venga universalmente riconosciuto. Però poi rifletto che tanti genitori, anche quelli che hanno bambini “normali”, cioè privi di talenti particolari, fanno lo stesso coi propri figli: costruiscono intorno a loro delle gabbie, li tengono prigionieri delle proprie aspettative o ambizioni, più o meno inconsapevolmente, condizionandone le scelte, influendo pesantemente sulla loro crescita emotiva.

Perché, spesso, accade proprio così, come nella fiaba di Rodari: puoi amare da morire un figlio e , tuttavia, non poter fare a meno di costruirgli intorno la più dorata e  inespugnabile delle gabbie.

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5 Risposte to "Uscire dalla gabbia"

che bel post! è una riflessione che mi accompagna sempre…

Davvero inquietante, davvero un rischio in cui si può incorrere… mi vengono in mente i genitori che hanno un agenda fittissima di impegni per i più piccolo…
PS: Emma, sto cercando un tuo recapito ma non sono riuscita a trovarlo, mi puoi scrivere per email? (parlareconibambini@gmail.com)

Per il recapito ti mando una email. Anche a me questa fiaba di Rodari mi ha sempre inquietato. Un abbraccio!

Fiera di essere compaesana di Gianni Rodari, le sue fiabe sono bellissime.
Brava Emma hai scovato una bella perla!

Ecco la tua ironia rodariana da dove deriva: è l’aria di lassù che respirate a darvi quella marcia in più 😉

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