LEGGI, MAMMA, LEGGI!

L’occhio di Marcovaldo è l’occhio dei bambini

Posted on: 26 ottobre 2012

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Illustrazione di Sto in “Marcovaldo” di Italo Calvino, Mondadori 2011

Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c’era tafano sul dorso d’un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza.

Ci sono degli “amori letterari” che non vedi l’ora di condividere con le persone a cui tieni di più e magari anche, un domani, con i tuoi figli, che speri diventino appassionati lettori quanto e più di te. Una delle mie passioni letterarie di sempre è Italo Calvino e quando ho trovato un’edizione illustrata di quella favola moderna ed impietosa che è “Marcovaldo ovvero le stagioni in città”, quella da cui ho tratto l’illustrazione, non ho esitato a prenderla per ri-leggerla insieme ad Antea che, pur avendo solo 5 anni, coglie il lato dolce amaro delle tristi e paradossali avventure del povero Marcovaldo, personaggio buffo e tenero, strampalato e stralunato, così simile ai migliori fra noi. Perché non è mai troppo presto per innamorarsi di Calvino e soprattutto perché l’occhio stupefatto di Marcovaldo coglie quegli aspetti impercettibili e apparentemente insignificanti della vita metropolitana che molti adulti non vedono più ma che i bambini, vivaddio, vedono ancora.

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2 Risposte to "L’occhio di Marcovaldo è l’occhio dei bambini"

Sai che non ho mai letto marcovaldo??
Ho in mente il personaggio e le parole della tua immagine tanto mi ricordano il mio bambino. Così poco incline ad osservare la realtà talmente è preso dalla fantasia. Magari potrebbe farci bene leggere Marcovaldo!

Si Ale, Marcovaldo è perso nella fantasia, come spesso lo sono i bimbi. A me mette una gran tristezza, è così chapliniano, così disadattato nella grande città… L’episodio mio preferito di “Marcovaldo” è “La luna e gnac”. Te lo consiglio tanto tanto. Un abbraccio

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