LEGGI, MAMMA, LEGGI!

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C’era 1 foresta buia. Nella foresta c’era 1 grotta.
E nella grotta c’era la Morte.
A chi entrava lei narrava 1 fiaba:
C’eri una volta tu, e ora non ci sei più.

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Una fata cercava l’amore.
Baciò una foglia.
Sei l’amore? No!
Baciò 1 sasso. Sei tu? No!
Un fungo velenoso le rispose: forse.
E lei lo baciò ancora e ancora.

Illustrazioni e testi da “Favole al telefonino” di Fabian Negrin, Orecchio Acerbo Editore.

Si può parlare ai bambini del dolce inganno dell’Amore e del buio pesto della Morte e di tanto altro ancora, in una fiaba che sia lunga quanto un sms? Si può e “Favole al telefonino” dell’argentino Fabian Negrin lo fa con geniale e ironica leggerezza.
Mi ha sempre fatto tenerezza il Ragionier Bianchi, rappresentante di commercio di Varese, delle “Favole al telefono” di Gianni Rodari che, lontano da casa per lavoro, racconta alla figlia la consueta favola della buonanotte al telefono. Questo accadeva nel 1962 quando c’erano i telefoni a gettoni (a proposito, ma esistono ancora?) o quelli appesi lungo la parete del corridoio, nella nostra era digitale il rag. Bianchi userebbe il cellulare o skype e magari la favola potrebbe anche “zipparla” nei 160 caratteri di un sms da inviare alla sua bambina come bacio della buonanotte. Pensando a questa possibilità Fabian Negrin ha scritto e illustrato questa splendida antologia di poesia- bonsai, nella quale reinventa (si, parlo ancora di fiabe classiche rivisitate…) favole tradizionali con sorprendente e dissacrante ironia che a tratti diventa inquietante e graffiante humor nero (perché i bambini adorano aver paura). La brevità dei suoi mini racconti, insoliti e irriverenti, brucia le tappe consuete della logica adulta per avvicinarsi alla fulminante, imprevedibile, e spesso surreale, logica dei bambini, logica che ha sempre il potere di spiazzarci. Il finale della favola è un colpo di scena che destabilizza e incanta mandando a gambe all’aria gli stereotipi delle fiabe più famose: ci sono streghe che al “BHU!” di un bambino muoiono dalla paura; bimbe che non credono ai lupi ed intimano loro di stare a cuccia, per poi finire divorate da lupi che a loro volta non credono alle bambine; belle addormentate che, risvegliate dal principe, pensano che magari non è proprio quello che si aspettavano e si rimettono subito a dormire; maestre che, temendo di rimanere senza lavoro, visto che l’orco divora tutti i loro alunni, per non morir di fame si uniscono al macabro banchetto. E poi ci sono i nostri (miei e di mia figlia) amati giochi di parole che tanto aiutano a migliorare la capacità espressiva dei bimbi. Il tutto in un vorticoso, ammaliante e talvolta grottesco rondò di parole e illustrazioni che lasciano senza fiato.

Alla fine del libro si è tentati di comprimere, a nostra volta, le favole più note (sopratutto quelle più insipide e scontate) fino a farle diventare brevi come sms (l’Autore suggerisce anche una traccia), ottimo e stimolante esercizio per l’immaginazione. Mia figlia ne ha <<compressa>> una molto famosa, la principessa sul pisello, cambiando il finale tradizionale, devo dire alquanto banale, secondo una logica che non fa una piega. E’ tutta sua, rime comprese:

la principessa sul pisello a letto se ne andò

ma dai 20 materassi cadde giù e si risvegliò.

Col bernoccolo e zitella alla reggia ritornò.

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Dell’amore, della morte e di molto altro ancora, via sms

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2 Risposte to "Dell’amore, della morte e di molto altro ancora, via sms"

Questo testo di negrin l’ ho preso tempo fa in biblioteca ma non ha riscosso nei bambini molto successo. Buio e morte li agitano da qualche tempo (forse non.ne hanno dimestichezza?) e probabilmente non hanno afferrato bene la differenza tra il telefono di rodari e quello di negrin. al momento.preferiscono rodari.
Fra qualche tempo vedremo…..
alessandra

p.s. Che belli i gettoni, ormai oggetti d’antiquariato e le cabine rarissime e abbandonate!!

Sono convinta che ai bimbi, in fondo in fondo, piace aver paura. Poi, certo, l’ironia di Rodari è più godibile per la loro età. Un abbraccio Alessandra

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