LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Archive for ottobre 2012

Image

Illustrazione di Sto in “Marcovaldo” di Italo Calvino, Mondadori 2011

Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l’attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto. Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c’era tafano sul dorso d’un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza.

Ci sono degli “amori letterari” che non vedi l’ora di condividere con le persone a cui tieni di più e magari anche, un domani, con i tuoi figli, che speri diventino appassionati lettori quanto e più di te. Una delle mie passioni letterarie di sempre è Italo Calvino e quando ho trovato un’edizione illustrata di quella favola moderna ed impietosa che è “Marcovaldo ovvero le stagioni in città”, quella da cui ho tratto l’illustrazione, non ho esitato a prenderla per ri-leggerla insieme ad Antea che, pur avendo solo 5 anni, coglie il lato dolce amaro delle tristi e paradossali avventure del povero Marcovaldo, personaggio buffo e tenero, strampalato e stralunato, così simile ai migliori fra noi. Perché non è mai troppo presto per innamorarsi di Calvino e soprattutto perché l’occhio stupefatto di Marcovaldo coglie quegli aspetti impercettibili e apparentemente insignificanti della vita metropolitana che molti adulti non vedono più ma che i bambini, vivaddio, vedono ancora.

Annunci

Image

Ieri Francesco Lucio, un anno e spiccioli, ha mosso i suoi primi passi in totale autonomia. Allora ho scritto questa:

Hai fatto i tuoi primi passi vacillanti.

Sembravi Armstrong sulla Luna.

“Torna alla base. Torna alla base!”.

Ti intimavo io, l’Astronave Madre.

Ma tu eri diretto verso altre stelle e chissà quali Galassie.

Vicino,

eppure

lontanissimo….

Image

Quadro di Georgios Jakobides , 1889

Come Armstrong sulla Luna

Image

C’era 1 foresta buia. Nella foresta c’era 1 grotta.
E nella grotta c’era la Morte.
A chi entrava lei narrava 1 fiaba:
C’eri una volta tu, e ora non ci sei più.

Image

Una fata cercava l’amore.
Baciò una foglia.
Sei l’amore? No!
Baciò 1 sasso. Sei tu? No!
Un fungo velenoso le rispose: forse.
E lei lo baciò ancora e ancora.

Illustrazioni e testi da “Favole al telefonino” di Fabian Negrin, Orecchio Acerbo Editore.

Si può parlare ai bambini del dolce inganno dell’Amore e del buio pesto della Morte e di tanto altro ancora, in una fiaba che sia lunga quanto un sms? Si può e “Favole al telefonino” dell’argentino Fabian Negrin lo fa con geniale e ironica leggerezza.
Mi ha sempre fatto tenerezza il Ragionier Bianchi, rappresentante di commercio di Varese, delle “Favole al telefono” di Gianni Rodari che, lontano da casa per lavoro, racconta alla figlia la consueta favola della buonanotte al telefono. Questo accadeva nel 1962 quando c’erano i telefoni a gettoni (a proposito, ma esistono ancora?) o quelli appesi lungo la parete del corridoio, nella nostra era digitale il rag. Bianchi userebbe il cellulare o skype e magari la favola potrebbe anche “zipparla” nei 160 caratteri di un sms da inviare alla sua bambina come bacio della buonanotte. Pensando a questa possibilità Fabian Negrin ha scritto e illustrato questa splendida antologia di poesia- bonsai, nella quale reinventa (si, parlo ancora di fiabe classiche rivisitate…) favole tradizionali con sorprendente e dissacrante ironia che a tratti diventa inquietante e graffiante humor nero (perché i bambini adorano aver paura). La brevità dei suoi mini racconti, insoliti e irriverenti, brucia le tappe consuete della logica adulta per avvicinarsi alla fulminante, imprevedibile, e spesso surreale, logica dei bambini, logica che ha sempre il potere di spiazzarci. Il finale della favola è un colpo di scena che destabilizza e incanta mandando a gambe all’aria gli stereotipi delle fiabe più famose: ci sono streghe che al “BHU!” di un bambino muoiono dalla paura; bimbe che non credono ai lupi ed intimano loro di stare a cuccia, per poi finire divorate da lupi che a loro volta non credono alle bambine; belle addormentate che, risvegliate dal principe, pensano che magari non è proprio quello che si aspettavano e si rimettono subito a dormire; maestre che, temendo di rimanere senza lavoro, visto che l’orco divora tutti i loro alunni, per non morir di fame si uniscono al macabro banchetto. E poi ci sono i nostri (miei e di mia figlia) amati giochi di parole che tanto aiutano a migliorare la capacità espressiva dei bimbi. Il tutto in un vorticoso, ammaliante e talvolta grottesco rondò di parole e illustrazioni che lasciano senza fiato.

Alla fine del libro si è tentati di comprimere, a nostra volta, le favole più note (sopratutto quelle più insipide e scontate) fino a farle diventare brevi come sms (l’Autore suggerisce anche una traccia), ottimo e stimolante esercizio per l’immaginazione. Mia figlia ne ha <<compressa>> una molto famosa, la principessa sul pisello, cambiando il finale tradizionale, devo dire alquanto banale, secondo una logica che non fa una piega. E’ tutta sua, rime comprese:

la principessa sul pisello a letto se ne andò

ma dai 20 materassi cadde giù e si risvegliò.

Col bernoccolo e zitella alla reggia ritornò.

Image

Dell’amore, della morte e di molto altro ancora, via sms

«Fata gentile, sarò più prudente:
non voglio Principi o simile gente:
non qualcuno straricco o strapotente:
vorrei un uomo semplice e decente.
Non ce n’è molti, sì, questo lo so:
Fata, tu pensi che ne troverò?».
Ed ecco, Cenerentola, di volo
divenne sposa di un bel boscaiolo
specializzato anche in confetture
di quelle fatte in casa, buone e pure:
e allora sì che furono felici,
pieni di gioia, figli, e allegri amici.

Da “Versi perversi” di Roald Dahl, Salani Editore.

Mi piacciono molto le fiabe classiche reinventate: in questo Gianni Rodari con le sue “Favole a rovescio” è imperdibile. Nel post precedente parlavo di Cappuccetto Rosso raccontata da Dahl in “Versi perversi”, libro divertentissimo e intelligente: la sua Cenerentola si dimostra davvero una donnina saggia e avveduta perché quando scopre che il principe è, in realtà, un sanguinario taglia teste chiede alla Fata un uomo “semplice e decente” e viene accontentata con un bel boscaiolo che la renderà felice dandole tanti figli e tanto amore. Ed è questo che io spero per la mia bambina, come credo ogni mamma dotata di buonsenso: mi auguro che possa trovare, un giorno, non un uomo “straricco e strapotente” ma uno semplice e per bene che le sia accanto sempre con amore e devozione e che sappia anche prepararle, all’occorrenza, quelle buone marmellate fatte in casa di cui lei è tanto golosa 🙂 .

Image

Illustrazione di Gustave Doré

La novella dimostra chiaramente:
Che i fanciulli – e in ispecie le bambine,
Belle , vispe e carine –
Hanno torto a dar retta a ogni sorta di gente.
Così accade tuttora
Che il lupo tante e tante ne divora! …
State attente, ragazze …
Ci son dei lupi di tutte le razze! …
Ne conosco di quelli così discreti,
Docili, compiacenti, mansueti,
Che senza esprimer nulla;
Sperando pur di farla persuasa;
Dando la caccia a una bella fanciulla.
In piazza, alla finestra, in chiesa, in casa
E perfin nella camera da letto …
In lor non si riscontra alcun difetto;
Garbati in vista, onesti e graziosi ….
Son quelli i lupi più pericolosi! …

Perrault C., Il libro delle fate, disegni di Gustave Doré.

Cappuccetto Rosso: una delle fiabe più inquietanti per noi mamme di bimbe “belle, vispe e carine”.

Mi sono sempre chiesta se la mamma di Cappuccetto non avesse cucito apposta la mantella rossa alla sua bimba allo scopo di proteggerla dallo sguardo avido del Lupo cattivo così che non si potesse rendere conto della bellezza tutta da “spolpare” della sua creatura.

Quando racconto questa fiaba ad Antea enfatizzo la cattiveria del lupo, non intendo affatto riabilitarlo ai suoi occhi perché deve averne paura, deve diffidare del lupo, proprio come scrive Perrault. Mi piace molto la versione dei fratelli Grimm della stessa fiaba perché in questa versione Cappuccetto e la nonna si mettono d’accordo per annegare l’ingannevole belva. E adoro quella dell’umorista americano James Thurber (che risale a circa mezzo secolo fa) che immagina una Cappuccetto Rosso astuta e coraggiosa, alla Kill Bill, molto Tarantinesca:

Ma non s’era avvicinata più di tre metri al letto e già s’accorgeva che non si trattava della nonna, bensì del lupo; giacché un lupo, anche se si mette il berretto da notte, non assomiglia a una nonna più di quanto il leone dei film della Metro Goldwyn assomigli al Presidente della Repubblica.
Allora la fanciulla trasse una pistola automatica dal cestello e freddò il lupo.

MORALE

Darla ad intendere a una fanciulla,
come si faceva una volta,
non è cosa facile al giorno d’oggi.

(Thurber J., La notte degli spiriti e altri racconti, Corbaccio)Image

Illustrazione di Wendy D. Stolyarov.

Ma la Cappuccetto Rosso numero 1 è, per me, quella immaginata da Roald Dahl in Versi Perversi (Salani), che non si accontenta di sparare al lupo ma (e qui non me ne vogliano gli animalisti perché stiamo giocando) dopo aver gettato alle ortiche la stupida mantellina rossa si confeziona una bella e calda pelliccia di…. lupo 🙂

Image

Illustrazione di Quentin Blake.

Theodore Roosevelt con la nipote Edith Roosevelt, 1918

E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

“Il vecchio e il bambino”, F. Guccini, illustrazioni di Fabio Magnasciutti, Lapis Edizioni 2002

Perché quando si tratta di raccontare una fiaba i nonni non li batte nessuno!

Tag:

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere notifiche riguardo i post

Categorie

Avvertenze sui contenuti: