LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Archive for agosto 2012

“Forget about reading being healthy. It’s not broccoli. In fact, most children’s books are lies. And the bigger the lie, the better the book”

“Non pensate alla lettura come a qualcosa che fa bene, non è come i broccoli. Infatti la maggior parte dei libri per bambini sono bugie. E più è grande la bugia, più bello è il libro”

Mo Willems

Sono sempre alla ricerca di buoni suggerimenti per rendere la lettura ai miei due figli il più stimolante ed accattivante possibile, perché se è vero che non esistono veri e propri trucchi del mestiere (banalmente, per interessare i bimbi alla lettura, occorre soprattutto leggere loro tanto e ogni giorno) è anche vero che l’esperienza degli altri, soprattutto se si tratta di “esperti” del settore, varrà pur qualcosa e ne faccio tesoro. Voglio quindi segnalarvi i suggerimenti di Mo Willems (questo il suo divertente sito/blog), un affermato autore/illustratore di libri per bambini. Ecco, in sintesi, i suoi 7 suggerimenti, tratti da un articolo in lingua inglese, si può anche non condividerli ma credo sia interessante rifletterci su:

  1. Urlare, roteare gli occhi, saltare… far capire con segnali precisi del corpo che si trova il libro divertente.
  2. Sbagliare volutamente così da spingere il bambino a correggere chi legge in modo da tenerne desta l’attenzione.
  3. Incoraggiare il bambino a cambiare genere per evitare che entri in un circolo vizioso: i suoi gusti devono essere educati ad apprezzare varie tipologie di testi.
  4. Leggere di tutto senza snobismi di sorta, all’insegna dell’eterogeneità (riviste specializzate, manga, fumetti).
  5. Fare sì che non sia sempre la stessa persona a leggere, passare il testimone anche ad altri membri della famiglia per evitare la monotonia.
  6. Quando si legge mostrare sempre rispetto per la sensibilità del bambino e per la sua vita emotiva che è profonda e ricca come quella di un adulto.
  7. Non dire al bambino che leggere fa bene come può far bene la verdura: i libri sono bugie e più grande è la bugia che raccontano più sono belli.

Ecco i “segreti” di Willems, e i vostri?

“Se tu vivrai cento anni io spero di viverne cento meno un giorno così non dovrò mai vivere senza di te”
(Alan Alexander Milne , “Winnie The Pooh”)
L’orsetto Winnie the Pooh non ha bisogno di presentazioni. Sappiamo tante cose di lui e leggere le sue avventure è una delizia: sappiamo dell’amicizia che lo lega a Cristopher Robin, della sua passione smisurata per il miele, della foresta nella quale vive spensieratamente in compagnia di un allegra quanto strampalata brigata. Ma non sapevamo del suo romanticismo: la citazione a inizio post è risultata al 2 posto in un sondaggio commissionato dalla Warner Home Video e realizzato in Gran Bretagna su un campione di oltre 2.000 persone alle quali è stato chiesto quale fosse la frase più romantica della letteratura inglese di sempre. Al primo posto c’è una citazione da “Cime tempestose” della Bronte, e al terzo, dopo Winnie il romanticone quindi, c’è un passaggio del “Romeo e Giulietta” di Shakespeare tratto dalla famosa scena del balcone. E a noi non dispiace che Winnie sia risultato più gradito dello sventurato Romeo: perché il romanticismo passa anche attraverso le parole dolci ed indimenticabili di un adorabile orsetto di pezza.

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“Dunque Pippi, bambina mia” riprese capitano Calzelunghe, “come stiamo attualmente a bugie?”

“Beh, quando ne ho il tempo me la cavo; ma non mi capita troppo spesso” disse Pippi, con modestia… “Me ne vado in giro sola soletta a raccontar menzogne a me stessa… Qualche sera fa, a letto, imbastii tutta una lunga storia su un vitello che sapeva fare i merletti ad uncinetto e arrampicarsi sugli alberi: tu non ci crederai, ma me la sono bevuta tutta! Questa io la chiamo pura arte della menzogna!

Annika stava intanto meditando: aveva un’idea che non era sicura fosse il caso di comunicare, ma d’altra parte non poteva farne a meno.

“E brutto mentire” disse infine: “lo dice la mamma”.

“Oh, quanto sei sciocca, Annika!” la sgridò Tommy. “Pippi non dice delle vere bugie: racconta delle storie così per gioco; come fai a non capirlo, stupidina!”

Astrid Lindgren, “Pippi Calzelunghe”, Salani Editore

Ho sempre pensato che dire bugie per gioco, da parte dei bambini, sia un grandioso modo per far galoppare la fantasia e lasciare libero sfogo all’immaginazione: è un vizio innocuo, in fin dei conti, e non è detto che i piccoli bugiardi di oggi saranno, un domani, degli adulti raccontafrottole patologici. Nel web trovate tanti articoli, frutto di ricerche scientifiche molto serie, che confermano questa mia convinzione: le bugie dei bambini sono segno della loro intelligenza e indice che il loro sviluppo cognitivo procede a meraviglia perché per inventare una bugia e saperla tenere in piedi occorre avere buone capacità di ragionamento. Un’adorabile bugiarda della letteratura per l’infanzia è Pippi Calzelunghe: stasera, leggendo il brano su citato a mia figlia, ho voluto ancora più bene a questa strampalata bambina che con le sue bugie non solo affascina i fortunati amichetti che ascoltano estasiata i suoi mirabolanti racconti, ma anche tutti i bambini che hanno la fortuna di leggere le sue avventure e ci ricorda che la fantasia di un bambino si nutre soprattutto della meravigliosa e pura arte della menzogna.

 


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