LEGGI, MAMMA, LEGGI!

“Ho visto cose che voi umani”: incontri ravvicinati con le rane

Posted on: 15 marzo 2012


“Ho avuto la fortuna di vedere rane meravigliose. In Vietnam ho visto rane che si mimetizzano con le foglie e il muschio e in Brasile rane che danzano. Ho viste rane africane che sembrano coperte di peli e rane sudamericane, in Suriname, che risucchiano un pesce come farebbe un aspirapolvere. Ho visto rane dello Sri Lanka che mangiano foglie e rane brasiliane che si nutrono di frutta. In Camerun, ho tenuto tra le mani una rana Golia che pesava quasi tre chilogrammi…”

Da: “Rane-incontri ravvicinati”. Edizioni National Geographic-White Star. pg 16

Autore: Mark W. Moffett

Vi ho già parlato della passione che ha mia figlia per le rane: considerando ciò e riflettendo che un libro fotografico può essere per un bambino appetibile quanto o più di uno illustrato (soprattutto se si parla di animali), abbiamo letto, e ammirato, questo libro delizioso edito da National Geographic Italia.
Prima ancora di aprirlo e di apprezzare la qualità delle fotografie, sono stata catturata dalla biografia dell’autore sul retro della copertina, in particolare da questo passaggio:

Mark W. Moffett è un ecologista, fotografo, scrittore, ma soprattutto è un uomo che ama l’avventura… Quando è andato all’Explorer Club a ritirare la prestigiosa medaglia Lowell Tomas per l’esplorazione nel 2006, non si è limitato a salire sul palco ma vi si è calato, attaccato a una fune, da un altezza di oltre 25 metri.

Potevo mai perdermi il libro di un pazzo, adorabile, e simpatico Indiana Jones dell’Entomologia?
Altre mirabolanti imprese di Doctor Bugs, come viene soprannominato, sono raccontate nel suo sito web (in inglese).
La piacevole sorpresa è stata scoprire che il testo, per bellezza, è pari alle fotografie (nelle note al libro, infatti, Moffett si definisce prima narratore che fotografo) perché da esso traspare tutta la passione dell’Autore per il suo mestiere: uno che racconta di aver frugato nel fango per 3 giorni alla ricerca di rane di dimensioni piccolissime o che ha fotografato a pochi cm una rana velenosissima che se sfiorata è letale, non solo ama alla follia quello che fa, ma te lo fa amare con l’entusiasmo delle parole. Inoltre è un testo non privo di un certo humor, come quando scrive: “se doveste andare nella foresta pluviale non azzardate a toccare le rane velenose” come se capitasse a tutti noi comuni mortali di fare di tanto in tanto una passeggiatina nella foresta pluviale 🙂

Cosa ho appreso leggendo “Rane incontri ravvicinati”? Tante cose interessanti e divertenti da condividere con mia figlia, tipo:

  •  ci sono rane che mangiano altre rane (!)
  • alcune rane non saltano ma camminano, altre addirittura danzano (chi l’avrebbe detto, appaiono così sgraziate!)
  • è possibile che piovano rane dal cielo (come ho visto in una scena indimenticabile del bellissimo film Magnolia)
  • se avessimo la lingua lunga come le rane potremo leccarci l’ombelico (bleah!)
  • c’è una rana, la rana zucca (ma direi zuccona piuttosto) che ama fare la lotta anche se l’avversario è solo il suo riflesso.
  • la rana freccia è, come dice l’Autore, una “madre eccezionale”, che si carica il suo piccolo sul dorso e sale su piante alte come alberi alla ricerca di pozze d’acqua tra le foglie spinose per far divertire e sguazzare il suo girino (che tenerezza, cuore di mamma!)
  • che un girino quando vede la sua mamma può agitare la coda per la contentezza, come per salutarla (fantastico!)

Ma soprattutto ho capito perchè mia figlia ama le rane e ora le guardo in maniera diversa e mi fanno tenerezza non più impressione, quasi quasi le amo anch’io, e credo che sia questo, in fondo, lo scopo dell’Autore: farci apprezzare, della natura, ciò che non ci aspetteremo mai di apprezzare. A pensarci bene i nostri bimbi, durante la gravidanza, erano come girini che respirano con le branchie, poi, nascendo, i loro polmoni hanno iniziato a respirare l’aria, proprio come le rane che perdono le branchie quando diventano adulte.
Dopo questa riflessione nostalgica un ultima considerazione sul libro: alla fine c’è, oltre a un utile glossario e alcuni indirizzi di siti web in italiano sul tema, una sezione dal titolo “in che modo essere d’aiuto” nel quale si ragiona sull’importanza delle rane nell’ecosistema e il bimbo vi trova importanti consigli per la conservazione della vita di questi affascinanti animali e la protezione del loro habitat, più alcuni suggerimenti di attività collegati all’argomento. Tra questi abbiamo trovato interessante cercare in internet i versi delle rane : è spassosissimo provare ad imitarle, si può fare una gara a chi riesce a farlo meglio. Noi vi consigliamo questo sito: in alcune registrazioni sembra che le rane stiano intonando una vera e propria canzone! Ascoltatele e poi, alla prima giornata di sole, pronti per partire per una spedizione esplorativa coi vostri figli allo stagno più vicino, con taccuino e registratore, alla ricerca di rane! Buona fortuna. Cra cra!

“Frogs sing their songs,

but polluted dark streams

threaten their future

and our wilderness dreams.

That’s why frogs sing songs”

Yvonne Winer
“Le rane cantano le loro canzoni,/ ma oscuri vapori inquinanti/ minacciano il loro futuro/ e i nostri sogni di natura incontaminata./Ecco perchè la rane cantano le loro canzoni”

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3 Risposte to "“Ho visto cose che voi umani”: incontri ravvicinati con le rane"

Oddio, che bello! Tu lo sai che qui gli animali sono graditissimi 🙂 Se lo trovo ad un prezzo accessibile in libreria lo prendo in italiano, altrimenti prendo l’edizione inglese in brossura a 5 sterline. Grazie! – Graziana

Graziana, l’edizione italiana costa Eu 8,9o, e li vale tutti, sia per qualità dei testi che delle immagini. Un bacio

Bellissimo anche il vostro racconto, adesso vedo anch’io le rane in modo diverso 🙂

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