LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Archive for marzo 2012

Con la nascita del mio secondo figlio ho deciso di provare l’esperienza meravigliosa del massaggio neonatale. Quando Francesco Lucio ha compiuto 4 mesi abbiamo inziato a frequentare un corso gratuito organizzato dalla ASL della mia città: in tutto sei incontri con una brava terapista pediatrica, membro dell’ IAIM (International Association of Infant Massage), che mi hanno permesso di apprendere le basi di questo scambio d’amore puro che è il massaggio infantile. Il libro su cui il corso era strutturato è il bellissimo MASSAGGIO AL BAMBINO, MESSAGGIO D’AMORE Manuale pratico di massaggio infantile per genitori di Vimala McClure


I benefici per il bimbo , sia fisici che psicologici, derivanti dall’antica tradizione del massaggio, sono innumerevoli e ampiamente documentati: massaggiarlo è un pò come leggergli un libro, un atto d’amore profondo e appagante, prezioso per la sua salute e la sua felicità futura.

Dedicare ad un bambino tempo e cure  attraverso il massaggio, è un modo per entrare in comunicazione col suo corpo e col suo cuore aiutandolo a sentirsi accettato e a trovare un suo posto nel mondo.

Quella del massaggio è una pratica che può arricchire e cementare il rapporto genitori figli anche quando il bambino è cresciuto (penso ai miei alunni adolescenti spesso in lotta con la famiglia e l’autorità genitoriale, da loro mal tollerata) e può essere un valido strumento per allontanare le gelosie tra fratello e sorella rendendo il loro legame più saldo: massaggiando Francesco Lucio, Antea ha imparato a volergli ancora più bene, ha preso confidenza col corpo del fratello e ha capito come toccarlo rispettandolo, senza fargli male ma, al contrario, arrecandogli benessere e gioia (e per una bimba di 4 anni che vede il proprio fratellino come un bambolotto questo è importante).


Il massaggio è un contatto epidermico, che avviene attraverso l’organo di senso della pelle. Tuttavia l’esperienza per il bambino è ancora più soddisfacente e completa se si accompagna a una dolce filastrocca, cantata o sussurrrata . Ho trovato davvero delizioso Ti massaggio una filastrocca, di Mara Dal Ferro (illustrazioni di Lorenza Troian), reperibile anche nei negozi della catena Prenatal.


Questo libro è consigliato soprattutto se si massaggiano bambini più grandi (dai 2 anni), in grado di apprezzare pienamente le illustrazioni che lo corredano e le storielle che le filastrocche raccontano. Le filastrocche sono sette come le sequenze del massaggio relative alle varie parti del corpo, così come indicate da Vimala Mc Clure (più una filastrocca finale per gli esercizi). La prima rima di ogni filastrocca serve ad entrare in contatto con la parte del corpo del bimbo da massaggiare, quindi non prevede manipolazione . Ad ogni movimento di massaggio corrisponde una rima. Per darvi un esempio ecco una serie di foto che rappresentano la sequenza “massaggio viso”: clikkando sulla foto avrete il titolo che descrive il movimento da eseguire, sotto ogni collage di immagini trovate le parole della filastrocca da canticchiare per accompagnare il movimento rappresentato. Per massaggiare adoperate solo oli bio naturali al 100% (ottimo quello di mandorle dolci).

Il mio bimbo ha un bel visetto,

io lo tengo stretto stretto

La tua fronte è un prato in fiore

ci passeggio a tutte le ore 

Due laghetti i tuoi occhioni

dicon tutte le emozioni

Il nasino è come un monte

da cui guardo l’orizzonte.

La tua bocca sorridente

rende tutto divertente

Guanciotte morbide come due colline

si godono il sole e le stelline

E per finire… dalle orecchie al mento

una lunga carezza come fosse il vento…

 

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The joy is still there when I see Sean. He didn’t come out of my belly, but my God, I’ve made his bones, because I’ve attended to every meal, and how he sleeps, and the fact that he swims like a fish because I took him to the ocean. I’m so proud of all his things. But he is my biggest pride.

John Lennon

Dell’orgoglio che prova un padre per il proprio figlio, “l’orgoglio più grande” come scriveva Lennon, parlano i due libri insoliti di oggi, scritti da due padri profondamente innamorati dei propri figli ma che purtroppo non hanno avuto la gioia di vederli diventare grandi.

Una delle cose che amo di più al mondo è vedere mia figlia disegnare col papà: è una scena che mi colma il cuore di serenità. Ho pensato a questo quando ho visto : “Vero Amore.I disegni per Sean”. di Einaudi stile Libero

Il libro raccoglie i disegni che John Lennon ha eseguito per il figlio Sean, è il tenero documento delle lunghe ore che un padre e un figlio hanno trascorso insieme giocando e dando libero sfogo alla creatività. Buffe didascalie, come strofe di una canzone per bambini, fanno da titolo a illustrazioni divertenti e mai banali, che raffigurano animali in situazioni ridicole: un cavallo che a furia di ridere se la fa addosso, un elefante che per dormire conta le pecore, una scimmia che chiacchiera al telefono, ecc…

Antea trova divertenti questi disegni e ci sono serviti da spunto per crearne di simili: ci piace immaginare gli animali intenti a compiere azioni stravaganti e inusuali.

Ricordando padre e figlio mentre erano “a lavoro” con pastelli e matite nella creazione di questo zoo immaginario, nell’introduzione Yoko Ono scrive:

ridevano insieme, ed è stato così che Sean ha imparato il piacere di disegnare, di fare le cose insieme al suo papà, il piacere della vita.

Il secondo libro sulla paternità che sto leggendo con mia figlia è “L’albero del riccio” di Antonio Gramsci. Editori Riuniti

Ho studiato Gramsci all’Università ed è stata una sorpresa leggere queste sue lettere dal carcere indirizzate in gran parte al figlio più grandicello Delio. Di cosa parlano? Principalmente del dolore di un padre che non può vedere i figli crescere, non può partecipare alla loro vita, non può essere loro vicino. Sono lettere struggenti, molto dolci, nelle quali Gramsci ricorda con nostalgia la sua infanzia e le favole e le storie che l’hanno allietata e che condivide con il figlio lontano, nella speranza di annullare la distanza che li separa. Il libro prende il nome da un episodio dell’infanzia dell’Autore, un episodio quasi magico: in una notte di luna piena, in compagnia di un amichetto, ha assistito all’ insolito spettacolo di una famiglia di ricci impegnata in una ingegnosa e stupefacente raccolta delle mele. E’ un libro toccante e poetico, corredato di belle illustrazioni in bianco e nero opera di Maria Enrica Agostinelli, ricco di riflessioni sulla vita. Insieme alle lettere sono stati inseriti nella raccolta quei racconti di Puskin, Kipling, Dickens, Tolstoj ed altri che Gramsci indicava alla moglie come letture adatte ai propri figli, perchè è questa l’eredità che egli voleva lasciare loro: l’amore per i libri, per le storie raccontate con maestria, per le favole belle che nutrono la fantasia e scaldano il cuore.

Buona festa del papà a tutti!

Ps: Per chi volesse sapere il regalo di Antea al suo papà: abbiamo scelto, di comune accordo, un libro di Eric Carle edito da Mondadori dal titolo “L’ippocampo, un papà speciale”

Grazie a questo fantastico libro, uno dei pochi di Carle che ancora ci mancava, ho scoperto che il cavalluccio marino, e altri “insospettabili” pesci, sono dediti alle cure prenatali della propria prole: prendono in consegna le uova dei loro piccolini e le accudiscono amorevolmente fino alla schiusa. Un libro pieno d’amore, perfetto per quei papà che, almeno una volta nella vita, hanno desiderato che i figli fossero usciti dalla loro pancia 🙂


“Ho avuto la fortuna di vedere rane meravigliose. In Vietnam ho visto rane che si mimetizzano con le foglie e il muschio e in Brasile rane che danzano. Ho viste rane africane che sembrano coperte di peli e rane sudamericane, in Suriname, che risucchiano un pesce come farebbe un aspirapolvere. Ho visto rane dello Sri Lanka che mangiano foglie e rane brasiliane che si nutrono di frutta. In Camerun, ho tenuto tra le mani una rana Golia che pesava quasi tre chilogrammi…”

Da: “Rane-incontri ravvicinati”. Edizioni National Geographic-White Star. pg 16

Autore: Mark W. Moffett

Vi ho già parlato della passione che ha mia figlia per le rane: considerando ciò e riflettendo che un libro fotografico può essere per un bambino appetibile quanto o più di uno illustrato (soprattutto se si parla di animali), abbiamo letto, e ammirato, questo libro delizioso edito da National Geographic Italia.
Prima ancora di aprirlo e di apprezzare la qualità delle fotografie, sono stata catturata dalla biografia dell’autore sul retro della copertina, in particolare da questo passaggio:

Mark W. Moffett è un ecologista, fotografo, scrittore, ma soprattutto è un uomo che ama l’avventura… Quando è andato all’Explorer Club a ritirare la prestigiosa medaglia Lowell Tomas per l’esplorazione nel 2006, non si è limitato a salire sul palco ma vi si è calato, attaccato a una fune, da un altezza di oltre 25 metri.

Potevo mai perdermi il libro di un pazzo, adorabile, e simpatico Indiana Jones dell’Entomologia?
Altre mirabolanti imprese di Doctor Bugs, come viene soprannominato, sono raccontate nel suo sito web (in inglese).
La piacevole sorpresa è stata scoprire che il testo, per bellezza, è pari alle fotografie (nelle note al libro, infatti, Moffett si definisce prima narratore che fotografo) perché da esso traspare tutta la passione dell’Autore per il suo mestiere: uno che racconta di aver frugato nel fango per 3 giorni alla ricerca di rane di dimensioni piccolissime o che ha fotografato a pochi cm una rana velenosissima che se sfiorata è letale, non solo ama alla follia quello che fa, ma te lo fa amare con l’entusiasmo delle parole. Inoltre è un testo non privo di un certo humor, come quando scrive: “se doveste andare nella foresta pluviale non azzardate a toccare le rane velenose” come se capitasse a tutti noi comuni mortali di fare di tanto in tanto una passeggiatina nella foresta pluviale 🙂

Cosa ho appreso leggendo “Rane incontri ravvicinati”? Tante cose interessanti e divertenti da condividere con mia figlia, tipo:

  •  ci sono rane che mangiano altre rane (!)
  • alcune rane non saltano ma camminano, altre addirittura danzano (chi l’avrebbe detto, appaiono così sgraziate!)
  • è possibile che piovano rane dal cielo (come ho visto in una scena indimenticabile del bellissimo film Magnolia)
  • se avessimo la lingua lunga come le rane potremo leccarci l’ombelico (bleah!)
  • c’è una rana, la rana zucca (ma direi zuccona piuttosto) che ama fare la lotta anche se l’avversario è solo il suo riflesso.
  • la rana freccia è, come dice l’Autore, una “madre eccezionale”, che si carica il suo piccolo sul dorso e sale su piante alte come alberi alla ricerca di pozze d’acqua tra le foglie spinose per far divertire e sguazzare il suo girino (che tenerezza, cuore di mamma!)
  • che un girino quando vede la sua mamma può agitare la coda per la contentezza, come per salutarla (fantastico!)

Ma soprattutto ho capito perchè mia figlia ama le rane e ora le guardo in maniera diversa e mi fanno tenerezza non più impressione, quasi quasi le amo anch’io, e credo che sia questo, in fondo, lo scopo dell’Autore: farci apprezzare, della natura, ciò che non ci aspetteremo mai di apprezzare. A pensarci bene i nostri bimbi, durante la gravidanza, erano come girini che respirano con le branchie, poi, nascendo, i loro polmoni hanno iniziato a respirare l’aria, proprio come le rane che perdono le branchie quando diventano adulte.
Dopo questa riflessione nostalgica un ultima considerazione sul libro: alla fine c’è, oltre a un utile glossario e alcuni indirizzi di siti web in italiano sul tema, una sezione dal titolo “in che modo essere d’aiuto” nel quale si ragiona sull’importanza delle rane nell’ecosistema e il bimbo vi trova importanti consigli per la conservazione della vita di questi affascinanti animali e la protezione del loro habitat, più alcuni suggerimenti di attività collegati all’argomento. Tra questi abbiamo trovato interessante cercare in internet i versi delle rane : è spassosissimo provare ad imitarle, si può fare una gara a chi riesce a farlo meglio. Noi vi consigliamo questo sito: in alcune registrazioni sembra che le rane stiano intonando una vera e propria canzone! Ascoltatele e poi, alla prima giornata di sole, pronti per partire per una spedizione esplorativa coi vostri figli allo stagno più vicino, con taccuino e registratore, alla ricerca di rane! Buona fortuna. Cra cra!

“Frogs sing their songs,

but polluted dark streams

threaten their future

and our wilderness dreams.

That’s why frogs sing songs”

Yvonne Winer
“Le rane cantano le loro canzoni,/ ma oscuri vapori inquinanti/ minacciano il loro futuro/ e i nostri sogni di natura incontaminata./Ecco perchè la rane cantano le loro canzoni”

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Mi sono resa conto che non ho, finora, spiegato a chi mi legge i criteri, personalissimi e quindi criticabili, in base ai quali suggerisco i libri di cui vi parlo: e questa è una mancanza. Gli elencherò il più brevemente possibile:

Cassatt Mary. “Nurse reading to a Little Girl”. 1895

  1. Privilegio la storia più che il messaggio nascosto dietro di essa. Mi piacciono i libri che trattano di tematiche importanti, ma queste non devono “fare la parte del leone” a discapito della vicenda perché il bambino è catturato da ciò che accade, non dalla “lezione” che l’Autore ha voluto impartirgli, lezione che può anche essere del tutto assente o difficilmente rintracciabile per come la vedo io.
  2. Preferisco i libri divertenti, ricchi di humor e di suspance, anche apparentemente privi di significato logico (io e mia figlia adoriamo i nonsense), e quelli che giocano con le parole (Rodari è nella mia hit-list). Se poi sono illustrati alla grande sono perfetti per noi 🙂
  3. Ho un debole per i libri in cui il protagonista cresce, si evolve nel corso della storia, cambia, si trasforma: un personaggio che è diverso alla fine del libro rispetto all’inizio è di gran lunga più affascinante per un bambino, cattura di più la sua immaginazione e sarà più tentato di immedesimarsi in esso (non è infatti il “cambiamento” che contraddistingue tutta l’infanzia?).
  4. Nelle storie che leggo a mia figlia non è importante che il protagonista abbia sempre un comportamento ineccepibile, può anche compiere azioni moralmente scorrette, dipende da come l’Autore ci presenta i comportamenti sbagliati e il contesto nel quale agisce il personaggio: un eroe può anche scegliere il male, l’importante è che il libro mostri le conseguenze negative di tale scelta.
  5. Ricordo perfettamente tutti i libri della mia infanzia che amavo da morire e quelli che hanno avuto un ruolo decisivo nella mia formazione: se mi sono piaciuti così tanto evidentemente un motivo c’era, cerco quindi di riproporli a mia figlia e se non li trovo gliene leggo di simili per argomento e tipologia.
  6. Non necessariamente scelgo libri consigliati per la fascia d’età di Antea(4 anni), abitualmente prendo quelli per bambini un pò più grandi, li trovo più stimolanti per lei e se proprio vedo che non li percepisce fino in fondo li conservo per riproporglieli quando sarà più grande. Ecco perché spesso non indico l’età di lettura: è difficile stabilirla, dipende dal bambino.
  7. Sono attirata da libri che non danno risposte ma lasciano aperti interrogativi ai quali il bimbo possa dare una risposta tutta sua, e che insistono su valori per me fondamentali quali: l’amicizia, l’altruismo, la tenacia, l’onestà, il rispetto per la natura.
  8. Non mi faccio condizionare dalle liste dei best seller, non per snobismo ma perché credo che il fatto che un libro venda non significhi necessariamente che sia un buon libro (ma può anche essere che lo sia, ovviamente).
  9. Sono una docente di lettere, quindi sono fatalmente attratta dai libri scritti bene: la bellezza delle parole e la loro armonia sono come il canto delle sirene a cui non so e non voglio resistere (sono molto esigente anche con le traduzioni) perché un bambino, per quanto piccolo, merita di essere coccolato da un linguaggio il più possibile accurato.
  10. Difficilmente troverete post su libri freschi di stampa per il semplice motivo che, in genere,costano di più, e, poiché compriamo davvero moltissimi libri, preferisco andare in cerca delle occasioni e degli sconti. E poi c’è più gusto a far apprezzare agli altri un libro “dimenticato” perché un pò datato piuttosto di uno che fa bella mostra di sé dagli scaffali di una libreria (tanto con internet è possibile trovare quasi tutto ormai). Tuttavia se un libro ci piace veramente non badiamo a spese 😉
  11. Non scelgo necessariamente libri la cui lettura possa ispirare delle attività creative da svolgere con mia figlia, ciò nonostante capita spesso che un buon libro ci suggerisca tanti spunti non solo di riflessione ma anche per dedicarci a qualche lavoretto manuale (anche se, lo confesso, sono un pò negata…l’artista di famiglia è mio marito).

A chi avuto la pazienza e la bontà di leggermi fin qui: credo di aver detto tutto o quasi. Ah… dimenticavo la cosa più importante: queste regole non sono prescrittive, non necessariamente le seguo tutte incondizionatamente quando scelgo un libro. A volte, come nella vita quando ci si innamora di qualcuno per un colpo di fulmine , a “scatola chiusa”, così, anche per i libri, può scattare una molla che mi spinge all’acquisto anche se il libro non risponde a nessuno dei criteri indicati. Del resto proprio i bambini ci insegnano che il bello delle regole è infrangerle 🙂

“The reading lesson” di Knut Ekvall (1843-1912)

Antea, quando camminiamo per strada, è molto incuriosita e divertita dai cagnolini vestiti di tutto punto (Paris Hilton insegna…). Ecco perchè abbiamo preso questo libro:

Non vestite gli animali. Di Judi Barrett e Ron Barrett. Salani  Editore

E’ stato un ottimo acquisto. E’ un testo semplice e le illustrazioni sono spassosissime, raffigurano una serie di animali che indossano abiti (di cui non hanno affatto bisogno chiaramente) con esiti molto ridicoli: un maglioncino tutto bucherellato dagli aghi di un porcospino, un cammello con due cappelli sulle gobbe, un serpente che strisciando perde i calzoni, un topolino che scompare in un cappello troppo grande, una pecora che muore di caldo col maglione, una gallina che fa l’uovo nei pantaloni, e così via. I preferiti di Antea sono questi due:

Mia figlia adora questo libro. Leggerlo mette in moto la fantasia. Provate a fare questo stimolante gioco con i vostri bambini: chiedete loro di immaginare altri animali che indossano capi di vestiario e di disegnarli. A noi sono venute in mente queste idee:

  • una giraffa con al collo una sciarpa chilometrica
  • un millepiedi che calza tante paia di scarpe tutte diverse
  • un polipo che non sa dove infilarsi i pantaloni
  • un leone dalla bellissima criniera tutta schiacciata da un cappello
  • una mucca col reggiseno
  • un pesce con l’ impermeabile

Infine date un occhiata in internet ai lavori di William Wegman, un artista che veste i cani e li mette in pose “umane”: a noi è piaciuto da morire, geniale!

Ps: Sulla scia dell’entusiasmo che ha generato in Antea questo libro, nella lista dei prossimi acquisti abbiamo già inserito:

Vladimir Radunsky
Vestiario/Bestiario. Abiti per animali dalla collezione di Vladimir Radunsky con i suoi appunti e i suoi disegni. Donzelli Editore

Al più presto ne sentirete parlare qui perchè ho l’impressione che ci piacerà tanto 🙂

Pps: A proposito… c’è qualcuno che mi spiega il paradosso disneyano di Pippo e Pluto: entrambi cani, ma il primo veste e si comporta come un umano, il secondo è invece un cane al 100%? No, perché io sono anni che ci ragiono sopra  😉

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Se avete una figlia di quattro anni o più sarete anche voi stati risucchiati nel glitterato e rosato vortice delle “Principesse” Disney dal quale non c’è scampo. Oltre ai libri, a noi è toccato comprare di tutto, incapaci di ribellarci al diktat imposto da Antea: abbiamo la tazza, il pigiama, la vestaglia, l’astuccio, il pallone, le penne, i nastrini per capelli, la coroncina con diadema, persino le mutandine, e non ricordo cos’altro ancora. All’inizio ho assecondato di buon grado questa follia: chissà quante, della mia generazione, da bambine, hanno sospirato su Biancaneve o Cenerentola della Disney! Possiedo ancora una preziosissima versione della Cenerentola disneyana edita da Mondadori nel 1973: non la baratterei per nulla al mondo!

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La principessa-mania ha raggiunto la fase acuta a Carnevale, quando Antea mi ha chiesto con insistenza il costume di Ariel, la sirenetta, o, in alternativa (magnanima!) quello di Belle della “Bella e la Bestia”. In questa occasione, però, sono riuscita a farmi rispettare da mia figlia e a spuntarla io: poiché i suddetti costumi erano o troppo cari o introvabili, ho ripiegato su un meno famoso, ma altrettanto bello, costume della Disney, quello di Elizabeth , principessa dei Caraibi (dal film “Pirati dei Caraibi” con Jhonny Depp), trovato con un colpo di fortuna all’outlet. Antea era soddisfatta, anche perché era l’unica ad avere un travestimento così inconsueto.Image

Ma, a dirla tutta, queste principesse hanno un pò stufato. Ieri era la festa della donna e già da un pò riflettevo che bisognerebbe proporre alle nostre figlie, donne di domani, dei personaggi fiabeschi meno stereotipati, meno convenzionali delle melense principesse Disney. Non che non ci siano quelle più scafate e indipendenti: la principessa Ranocchio apre un ristorante, Rapunzel sfugge dalla torre in cui l’ha rinchiusa la madre/matrigna per proteggerla dal mondo, Pocahontas e Ariel hanno il coraggio di ribellarsi agli ordini paterni, tuttavia Antea stravede per le più gattemorte: Biancaneve, Cenerentola, Rosaspina e Belle. Di Pocahontas, la mia preferita, un giorno ha detto con disprezzo: << Ma mamma, come fa a piacerti? E’ vestita di stracci!>> 😦

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Bisognava correre ai ripari. Non voglio fare di mia figlia una futura femminista arrabbiata e so che sarebbe impossibile ostacolare la sua passione per il favoloso mondo dorato delle creature regali. Posso, tuttavia, farle leggere, oltre ai classici sull’argomento, degli altri libri altrettanto affascinanti che parlano di principesse ma propongono modelli non tradizionali. Da qui l’idea di inaugurare un altra sezione del forum che si chiamerà: “principesse”, nella quale vi proporrò storie che hanno per protagoniste principesse indipendenti, attive e fuori dagli schemi.

Il primo, “Immagina di essere una principessa”, Emme Edizioni, e’ opera di una madre, Lucy Clibbon (illustratrice) e di una figlia, Meg Clibbon (autrice del testo) che si firmano con i nomi di fantasia di Principessa Lulubella e Principessa Megabella.

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Qui il loro sito da cui è possibile accedere al blog.

Questo libro può essere considerato la parodia di un filmato in lingua inglese trovato su youtube che spiega come diventare una perfetta principessa Disney in 10 mosse, dateci un’occhiata: è illuminante!

“Immagina di essere una principessa” è un vero e proprio manuale della perfetta principessa, tutto però giocato su una sottile e fresca ironia, ma non tanto sottile al punto che una bambina sveglia non possa coglierla e esserne divertita. Cito a caso.

Alcune principesse sono così delicate, che sentono anche le piegoline nelle lenzuola. Ogni sera una dama di corte alza il materasso e controlla che non ci siano gobbe o piselli, poi spiana le lenzuola. Le principesse moderne dormono con il piumone e si fanno il letto da sole, ma è buona abitudine controllare che nel letto non ci siano piselli, patatine o pop corn… Le principesse adorano gli animali… il loro preferito è l’unicorno. Portare a spasso i cagnolini di corte fa bene, ma cavalcare unicorni è molto meglio.


Spassosissimo è il diario tipo di una principessa o gli annunci di un’immaginaria agenzia matrimoniale per principesse in cerca di compagno (tempi duri anche per loro…). Vengono indicati esempi di comportamento amabile (“salutare affettuosamente i genitori al mattino”) e di linguaggio regale (“Com’è stato gentile da parte vostra rischiare la vita per me!”) e l’etichetta da seguire nelle varie occasioni. Completano il libro suggerimenti per divertenti attività principesche: raccolta di fiori secchi, composizione di quadri, preparazione di tortine “damigelle d’onore”, ecc…


E con questo ho concluso. Anche se in ritardo buona festa delle donne a tutte, principesse e non, con l’augurio di vivere sempre felici e contente, e non necessariamente con un principe accanto…

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Eccoci ad altri titoli per la sezione “Ecolibri” (ovviamente attendo anche i vostri preziosi suggerimenti bibliografici sul tema). Nell’ultimo post vi ho parlato dell’Ecoalfabeto di F. Capra, invece l’ecoalfabeto di cui vi parlo oggi, uguale titolo ma libro diverso, è un manualetto riservato esclusivamente ai bambini:

Ecoalfabeto 
di Matilde Parona e Claudio Bighignoli
Verona : Demetra, 1989 (Ecomanuali dell'aurora)

E’  un libro vecchiotto e quindi difficilmente reperibile (però c’è sempre internet). A noi è piaciuto perché ad ogni letterina dell’alfabeto corrisponde un pezzetto di natura; ecco, ad esempio, la S di Siepe

All’interno del libro, poi, sono consigliati giochi ed attività manuali che hanno come tema sempre la natura e gli animali. Esso si presta anche allo svolgimento di facili esercizi di prelettura e prescrittura per bimbi che frequentano la scuola materna.

Il secondo suggerimento di oggi è: 

Francesco  Petretti-Le favole di Geo. Rai Eri edizioni

Amiamo molto la trasmissione Geo&Geo su Rai Tre, conoscevamo quindi l’Autore che è un apprezzato biologo ed ornitologo. Il testo racchiude venti favole che hanno per protagonisti gli animali, sia domestici che esotici, e raccontano fenomeni naturali curiosi e all’apparenza inspiegabili: sapevate, ad esempio, che la mamma cuculo non accudisce la propria nidiata ma lascia che siano le altre specie a covare le uova ed alimentare il pulcino? O che esiste un pesce chiamato dipnoo che è in grado di respirare l’aria atmosferica con un polmone simile a quello delle rane?

Sono racconti divertenti e istruttivi, frutto di fantasia ma basati su di un saldo fondamento scientifico: essi mostrano al bambino quanto sia vario ed eterogeneo il mondo della Natura e che bene insostituibile, da preservare, sia la biodiversità. Ogni fiaba ha due possibili finali: tocca al piccolo lettore indovinare quale dei due è quello corretto, ovvero ciò che si verifica realmente in natura. A conclusione di ogni favola c’è una scheda sull’animale scritta in maniera semplice ma esaustiva.

L’ultimo suggerimento è un libro musicale di una collana di cui abbiamo già parlato:

Ci vuole un fiore. CON CD

Gallucci Editore. Testo di Gianni Rodari. Musica di Sergio Endrigo. Disegni di Altan.

Perché per iniziare ad amare la natura fin da piccolissimi basta una canzone da canticchiare insieme, magari passeggiando in un prato…. Buona Primavera a tutti!



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