LEGGI, MAMMA, LEGGI!

Silenzio, qui si medita (e si gioca allo Yoga)!

Posted on: 24 febbraio 2012

La meditazione non sembra essere una pratica adatta ai bambini, per natura sempre così attivi e frenetici, poco disposti a prendersi delle pause dal gioco per stare fermi a riflettere. Tuttavia è possibile meditare anche mentre si modella l’argilla, si ascolta un brano musicale o una poesia, o quando si legge un libro:  i libri vengono in aiuto in tal senso perché sono momenti di riflessione inconsapevole. Qui trovate un interessante quanto illuminante articolo sulla meditazione per i bambini, e qui due esempi di storie da raccontare loro per introdurli a questa pratica affascinante e dai molteplici benefici, sia per il corpo che per la mente dei nostri figli.

Si può quindi tentare di affinare l’ intuito di un bambino attraverso la meditazione stimolata dalla lettura di brevi storielle zen? Noi pensiamo fermamente di si ed è ciò che si propone il celebre illustratore  Jon J. Muth in un libro affascinante e sorprendente, quanto poetico e pieno d’amore, dal titolo “Le piccole fiabe Zen del grande panda Acquasilente” (Mondadori, 10 £)

L’autore, che utilizza con raffinatezza la tecnica dell’acquerello, in questo albo incantevole  e dotato di una rara grazia sia nei testi che nelle immagini (alcune delle quali ricordano le raffinate stampe giapponesi), ci parla dell’amicizia di tre bambini con un panda dalla mole ingombrante, ma dolce e sornione nei modi di fare, Acquasilente, trasportato nel loro giardino da un ombrello rosso. L’orso panda diventerà per i tre fratellini, oltre che un morbido e rassicurante compagno di giochi, anche una sorta di maestro di vita: attraverso la narrazione di semplici e brevi favolette zen, raccontate da Acquasilente ai bimbi mentre sono impegnati nelle attività di tutti i giorni, egli darà ai suoi piccoli amici preziosi esempi di vita ispirati alla saggia filosofia orientale.  Come scrive lo stesso Autore, in una nota a fine libro, il personaggio di Acquasilente si basa in parte sulla figura di un maestro/artista zen giapponese, Sengai Gibbon, vissuto nella metà del XVIII sec. Riguardo lo scopo di questi racconti Muth precisa:

Non hanno uno scopo preciso, ma spesso ci sfidano a riprendere in esame le nostre abitudini, i nostri desideri, le nostre idee e le nostre paure.

Quando leggo questo libro ad Antea non le spiego il significato delle favole narrate da Acquasilente ma aspetto che sia lei a propormi liberamente delle interpretazioni, e spesso il risultato è un rilassante brainstorming che credo sia il vero fine del libro, permettere cioé che i pensieri di chi ascolta, stimolati dalla lettura di queste storielle paradossali quanto geniali, siano lasciati liberi di fluire permettendo così, alla mente, di “ripulirsi” e di intravedere il mondo con più chiarezza.

All’interno di questo percorso meditativo, che compio con Antea praticamente da quando è nata, uno spazio speciale è dato dallo Yoga. Ho praticato Kundalini Yoga  per diversi anni prima di diventare mamma (ho avuto un’ottima insegnante!), durante entrambe le gravidanze (con Francesco Lucio ho provato l’Hatha Yoga, altra esperienza entusiasmante ) e anche insieme con mia figlia, nel post parto: fino ai 18 mesi l’ho portata con me e si divertiva tanto ad assistere alle mie lezioni di yoga. Presto riprenderemo, si tratta solo di conciliare le sue tante attività con le mie. Nel frattempo ci siamo organizzate con uno Yoga “casalingo” che è un gioco per noi, ma al tempo stesso anche un modo per ritagliarci, un paio di volte a settimana, uno spazio tutto nostro da non dover dividere col fratello di sei mesi.

Funziona così: mettiamo su una musica soft, preferibilmente indiana, stendiamo un tappetino-futon sul pavimento (noi usiamo una stilosissima pelle di pecora Ikea), ci vestiamo con tute comode e calzini antiscivolo, accendiamo qualche incenso <<non troppo puzzoso>> (come dice Antea), abbassiamo un pò le luci e prendiamo le nostre carte del mini kit Yoga to go  (lo trovate facilmente su Amazon, ma date un occhiata anche agli altri titoli della collana, tipo Zen Mommy ) , un piccolo cofanetto che contiene 25 carte  che illustrano semplici posizioni dello yoga, adatte anche ai principianti e ai bambini.

Quindi, a caso, estraiamo una ad una le carte dal mazzo e ci <<sfidiamo>> a chi riesce ad eseguire meglio la posizione da esse indicata (le istruzioni sono in inglese e nel kit esce anche un elastico per eseguire un paio di posizioni).

I risultati sono molto divertenti. Ecco alcune posizioni, magari potete imitarle a casa. Cliccando sull’immagine vedrete il titolo e  saprete a quale posizione corrisponde così come è indicato sulla carta (in inglese, quindi). Meditate, giocate  e Sat nam a tutti!

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2 Risposte to "Silenzio, qui si medita (e si gioca allo Yoga)!"

Ecco spiegato perché tu sei così e io così così hahaha. Bellissime foto, bellissima modella, e un sacco di informazioni interessanti che ovviamente ignoravo. Io lo yoga l’ho conosciuto nell’adolescenza perché faceva parte del mio programma di esercizi per correggere la postura…ma all’epoca non sapevo degli incensi e del tappeto di pecora che certamente aiutano ad apprezzare questa pratica 🙂 Per lo yoga è stato sempre una gran tortura per le ginocchia. Devo recuperare per forza, io sono proprio il soggetto ideale da yogizzare!

La prossima Estate lo facciamo insieme alle nostre bimbe di fronte al mare pugliese al tramonto. Ti abbraccio!

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