LEGGI, MAMMA, LEGGI!

La favola del pesce cambiato

Posted on: 19 gennaio 2012

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<<La favola del pesce cambiato>> di Emma Dante. Disegni di Gianuigi Toccafondo.

£ 13. Edizioni L’Arboreto 2008

Ecco un altro regalo di mio marito che ben conosce la mia passione per Emma Dante, visionaria autrice di teatro. Questo libro parla dell’evento miracoloso e misterioso della nascita ed è un’incantevole e poetica metafora dei nove mesi durante i quali si forma e si trasforma, nel grembo materno, la vita umana: il pesciolino del titolo è, come rilevano fin dalla copertina i suoi occhi umani di bimbo, una vita che sta per venire al mondo. La favola che la Dante racconta parla di quel limbo ovattato, di quel bozzolo confortevole e caldo che è il ventre della mamma, il Mare primitivo da cui tutti proveniamo. Essa inizia con la prima gara che ognuno di noi è stato chiamato a disputare anche se non ne serba il ricordo: il pesciolino, che all’inizio è <<un piscitello ‘ì cannuccia come direbbero a Napoli>>,  vince  gli altri agguerriti e abili concorrenti sbaragliandoli tutti, li batte in velocità macinando vasche su vasche mentre un solerte radiocronista commenta questa avvincente gara. Il premio è la conquista della vita. Il pesciolino ingrassa solitario nella vasca fino a fondersi con essa, impara a saltare, gioca con l’acqua nel quale è immerso ma, soprattutto, nella solitudine del suo oceano privato, sente costantemente una voce di cui si innamora perdutamente, la voce della mamma. Ed è a questa voce che si abbandona, stanco morto, il pesce bambino quando il prodigio della nascita avviene: la voce dell’Oceano. A mia figlia leggevo questo libro quando aspettavo il fratellino per svelarle la meraviglia senza fine dell’attesa, lo ama e la sua immaginazione, grazie ai disegni fantasmagorici che lo corredano, galoppava sfrenata. Un libro emozionante come pochi.

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2 Risposte to "La favola del pesce cambiato"

Che bello! Mi hai donato tante suggestioni. Lo spazio dell’attesa è un’occasione di crescita, non solo per l’embrione. Una società che corre, proiettata soltanto verso un futuro illusorio, perde il gusto del presente. Marianna L.

E’ vero che l’attesa fa crescere anche noi insieme all’embrione, grazie per questa riflessione! Un bacio

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